Trentatré lenti rintocchi del campanone e la Croce esce

Trentatré lenti rintocchi del campanone della Cattedrale e la Croce esce

Fascino misterico di una tradizione secolare fortemente radicata che si rinnova ogni anno. Allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo giorno di carnevale, trentatré lenti funerei rintocchi provenienti dal campanone della cattedrale e la Croce esce. E’ l’inizio della Quaresima. Il tempo delle maschere, dei balli e del pubblico divertimento è terminato.

Questa Croce è la stessa che precede i sacri cortei processionali dell’Addolorata il Venerdì di Passione, e della Pietà il Sabato Santo, sorretta da un confratello dell’Arciconfraternita della Morte, incappucciato, con a lato altri due che reggono ognuno un fanale. Ph Leonardo Piccinni
Molfetta, l’uscita della Croce dalla Chiesa del Purgatorio. Ph Leonardo Piccinni

I trentatré rintocchi del campanone della Cattedrale di Santa Maria Assunta squarciano il silenzio del borgo di Molfetta: inizia il Mercoledì delle Ceneri e la Croce esce “…a passo lento, al cadenzar della litania…” dalla chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti al canto del Vexilla.

Il Popolo di Molfetta si stringe attorno alla sua Croce, partecipando sommessamente alla prima Processione penitenziale della Quaresima e rispettandone i Segni. I Confratelli incappucciati sono sette, come i Dolori di Maria. Trentatré sono invece i lumi sul sagrato, come pure i rintocchi a morto del campanone della Cattedrale a simboleggiare gli anni di Cristo. Tutto è immerso nelle tenebre, si vedono solo i piccoli bagliori delle candele dei fedeli. Il silenzio s’impone senza che vi sia nessuno ad imporlo, per ascoltare la Preghiera e il proprio cuore.

Il rito della Processione della croce colpisce per la sua semplicità, affascina per la sua solennità. E’ forse una delle rappresentazioni sacre più avvolgenti e intime della religiosità popolare molfettese. Non si attende l’uscita di un simulacro da una Chiesa, ma il simbolo più alto di tutta la cristianità: la Croce.


La Croce che accompagnerà le sacre rappresentazioni della settimana Santa esce dalla Chiesa del Purgatorio. Ph Leonardo Piccinni

La grande croce latina di legno nero che esce dalla Chiesa del Purgatorio, alla scoccare della mezzanotte tra il Martedì grasso e il Mercoledì delle ceneri, a cura dell’Arciconfraternita della Morte, reca al punto d’incrocio del braccio verticale con quello orizzontale, un tondo con il volto di Cristo, ancora vivente, con gli occhi aperti. Questa Croce è la stessa che accompagnerà le sacre rappresentazioni della settimana Santa.

L’atmosfera di Molfetta cambia radicalmente all’improvviso, dopo quei trentatré lenti e funerei rintocchi del campanone della Cattedrale, nel silenzio più assoluto, nelle tenebre interrotte solo dai bagliori dei ceri, quando tre confratelli incappucciati della “Morte” escono per portare in Processione la Croce. E’ l’inizio della Quaresima. Il tempo delle maschere, dei balli e del pubblico divertimento è terminato. La Processione della Croce, segna il passaggio dal periodo carnevalesco ai Sacri Riti Quaresimali.

La processione si muove lenta per le vie della città sulle note di una melodia orientale di grande bellezza e suggestione musicale.



In un tempo remoto non c’era un itinerario prestabilito, da parecchi anni oramai, il percorso è sempre lo stesso: quello delle processioni dei Sacri Simulacri della Settimana Santa. Dietro la Croce, i numerosissimi fedeli recitano preghiere e intonano un inno senza tempo: il “Vexilla regis prodeunt”.

Il rito si svolge in raccoglimento, senza luci o coperte di seta ai balconi. Per tutta la sua durata, la processione, così come quelle della Settimana Santa, viene aperta da un quartetto di musicanti che esegue una antica melodia orientaleggiante in cui il rullo del tamburo, intervallato dal colpo ritmico della grancassa, fa da accompagnamento al flauto; alla fine di questo motivo, vi sono gli squilli di una tromba, quelli che costituiscono il cosiddetto “ti – tè”.

La processione si conclude presso il tempietto gotico del Calvario con l’orazione del Padre Spirituale dell’Arciconfraternita della Morte. Conclusa la meditazione, alle ore 2 la Croce, accompagnata dai fedeli ritorna nel buio della Chiesa del Purgatorio.

La processione terminerà ai piedi del monumento gotico del Calvario, con l’orazione del padre spirituale dell’Arciconfraternita della Morte. Ph Leonardo Piccinni

Commenti



Lascia un commento

Ricorda che il commento deve essere approvato dall’amministratore del portale. Se il commento contiene insulti o accuse infondate, sarà cancellato. La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *