Al via la messa in sicurezza del nuovo porto di Molfetta
venerdì 19 gennaio 2018

Al via la messa in sicurezza del nuovo porto

Il nuovo porto commerciale rappresenta certamente un’idea strategica vincente e un valido investimento per lo sviluppo economico della città di Molfetta e di un’area ben più ampia, la cui economia potrà trovare un enorme supporto grazie agli scambi marittimi. Tutti coloro che hanno esultato per il sequestro di quell’opera pubblica, e per la relativa distruzione di molti lavori eseguiti, dovrebbero vergognarsi a prescindere.

Cantiere del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta

Ciò premesso, l’ingente finanziamento dell’imponente opera pubblica lo si deve all’impegno del Sen. Antonio Azzollini, e questo è un dato storico oggettivo e incontrovertibile. Altrettanto indubitabile è che la veemenza con la quale Azzollini ha “protetto” quell’opera ha ingenerato le reazioni, spesso scomposte di più parti, desiderose di impossessarsi politicamente di quell’opera. Poi arrivò la magistratura che aprì procedimenti penali elefantiaci e sequestrò il cantiere, con ipotesi accusatorie anche molto pesanti e, considerati i tempi della giustizia italiana, avranno una definizione assai remota. Tempistiche certamente incompatibili con la necessità di ultimare un’opera strategica, finanziata con soldi pubblici che non possono e non devono finire in fondo al mare. Dove in buona parte già giacciono. Perché, in ragione del sequestro del cantiere del nuovo porto – protrattosi dal 7 ottobre 2013 al 15 maggio 2015, e all’incapacità amministrativa di ottenere il via libera per i lavori di messa in sicurezza – il moto ondoso ha distrutto buona parte dei lavori e messo in pericolo la sicurezza di ciò che rimane del cantiere. I lettori ricorderanno che, sul numero di gennaio 2017 de l’altra Molfetta, pubblicammo un ampio reportage con le tappe salienti che avevano sino ad allora costellato la vita del nuovo porto commerciale. Purtroppo, sono passati anni e il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, nell’aprile 2016, bocciò il progetto per la messa in sicurezza dei lavori, proposto dall’amministrazione Natalicchio e poi espresse forti perplessità in merito a quello avanzato nei primi mesi del 2017 da parte del Commissario Straordinario. In particolare, ad aprile 2016 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici rigettò il progetto predisposto dall’amministrazione Natalicchio perché lo ritenne non rispettoso del parere espresso dal Pubblico Ministero che aveva prescritto “la redazione di un nuovo progetto complessivo, comprendente in via prioritaria le opere di messo in sicurezza e bonifica delle aree di intervento” e la sottoposizione di tale progetto allo stesso Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Inoltre, quel progetto raccolse anche il parere negativo dell’Anac (Autorità anticorruzione). Giova inoltre rammentare che, all’indomani del dissequestro del cantiere del nuovo porto, in risposta all’istanza formulata dal Comune di Molfetta alla Procura di Trani, la Procura di Trani, così si espresse: “ogni ritardo nel porre in essere le misure di sicurezza, a seguito di dissequestro operato da questo ufficio, è e sarò attribuibile esclusivamente all’inerzia dell’Amministrazione Comunale alla quale è stato già inviato il parere del consiglio superiore dei lavori pubblici che si è già espresso condividendo la prescrizione indicata da questo Ufficio nel provvedimento restitutorio dell’area portuale in sequestro”. Eravamo al 2016… fate vobis!

Solo il 15 dicembre scorso, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha autorizzato la ripresa dei lavori del nuovo porto, approvando finalmente il relativo progetto predisposto dall’amministrazione Minervini. Decisamente soddisfatto l’Assessore ai Lavori Pubblici Mariano Caputo, secondo il quale «il risultato raggiunto il 15.12.2017 dinanzi al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici fa ben sperare sulla ripresa dei lavori del Porto di Molfetta. Un impegno programmatico mantenuto dall’amministrazione Minervini che, senza sosta o indugio, hanno posto fine alle molteplici problematiche evidenziate in tutti questi anni dalla stessa autorità. Infatti, con nota del 08.11.2017 e successiva del 15.11.2017 il Comune di Molfetta ha trasmesso al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici prima “un atto di ricognizione e di impulso” sul progetto del nuovo porto e successivamente il “progetto generale di completamento del Nuovo porto Commerciale di Molfetta” e il “progetto generale di completamento del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta 1° stralcio funzionale relativo ai lavori per la salvaguardia, la sicurezza alla navigazione ed all’ormeggio del bacino portuale” in sostituzione dei precedenti elaborati tutti eccepiti dalla stessa autorità. Abbiamo recuperato 4 anni di lavoro in 4 mesi incessanti e collaborativi con tutti gli attori interessati alla vicenda portuale. Il mio orgoglio principale è stato nel vedere, dopo la disamina di tutti gli elaborati trasmessi, l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che ha riconosciuto l’opera effettuata dall’amministrazione importante al fine di porre un punto fermo e definitivo sull’intero iter autorizzativo. Adesso tocca a noi!! Stiamo avviando tutte le attività necessarie al fine di ripartire con i lavori e le attività finalizzate al completamento delle vertenze in corso. Il 2018 sarà un anno di svolta sui lavori pubblici e sull’opera più importante che interessa il Comune di Molfetta».

In sostanza l’Assessore Caputo ha ribadito quanto preannunziato a caldo dal Sindaco Minervini, il 17 dicembre scorso, all’indomani del responso del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, nell’incontro pubblico organizzato per fare il punto sullo stato dell’arte della sua amministrazione. Restano però ancora numerosi gli aspetti surreali, misteriosi e controversi della vicenda porto, che ha dovuto scontare circostanze davvero paradossali, a tacer d’altro… Ad esempio, i lettori più attenti ricorderanno una singolare coincidenza di questa complicata vicenda: lo stesso giorno del sequestro del porto, quell’infausto 7 ottobre 2013, la CMC (capogruppo dell’ATI esecutrice dei lavori) depositò presso il Tribunale di Trani un ricorso per accertamento tecnico preventivo (ATP), datato 13 settembre 2013, in riferimento all’appalto integrato affidato all’ATI CMC – SIDRA – CIDONIO dal Comune di Molfetta con contratto rep. N. 7623 del 2 aprile 2007. La stessa Procura tranese mirò a veder confermata l’ipotesi accusatoria nel procedimento per ATP nel quale intervenne con la proposizione di ulteriori quesiti al CTU nominato dal Presidente del Tribunale di Trani. A questo punto la CMC decise di rinunciare all’ATP da essa stessa proposto. La rinuncia della CMC (a soli dodici giorni dalla data dell’udienza per la pronuncia del G.I.P. in merito alla revoca dell’incidente probatorio, fissata per il 31 marzo 2014) colse tutti di sorpresa e, a quel punto, inaspettatamente, il Comune di Molfetta, e per esso il Sindaco Natalicchio, presentò un proprio “Ricorso per accertamento tecnico preventivo ante causam”. Il Comune (Amministrazione Natalicchio), per il tramite del Prof. Avv. Vincenzo CERULLI IRELLI, con studio in Roma, depositando il ricorso in data 31 .03.2014. Ebbene, l’avvocato del Comune di Molfetta, non era in condizione di scrivere il ricorso, non solo perché l’incarico gli fu conferito solo il 28 marzo 2014, cioè lo stesso giorno della consegna del ricorso (v. D.D. n. 401 del 28 marzo 2014), ma perché – per poter esaminare la intricatissima questione – aveva certamente bisogno degli atti, di tutti quegli atti che furono sequestrati in blocco dal Comune (“in originale”, il l5luglio 2011, senza lasciare copia, come asserito in una nota del 2 aprile 2015 prot. 22665 a firma del Dirigente Settore LL.PP. e RUP del Porto, indirizzata per conoscenza al Sindaco e al Responsabile Ufficio Legale, successiva alla redazione della memoria dell’Avv. Cerulli Irelli, come, pure successiva è la comunicazione del RUP inviata al consigliere comunale Mariano Caputo il 7 dicembre 2015 prot. 75191, in cui dichiarava la impossibilità a fornire gli atti richiesti).

Noi stessi chiedemmo ripetutamente al Dirigente ai LL.PP. e Rup del porto di poter visionare gli atti allegati al ricorso per ATP proposto dal Comune per il tramite del Prof. Cerulli Irelli ma non avemmo l’onore di ricevere risposta alcuna… Del resto, anche il Collegio peritale, costituito dall’Ing. Luigi Abbattista – Ing. Prof. Nicola Auciello – Ing. Luigi Severini, nominato dal Presidente del Tribunale di Trani nella causa civile n.2131/2014 tra Comune di Molfetta e Cooperativa Muratori e Cementisti C.M.C., Impresa Pietro Cidonio SpA, SIDRA SpA, RTI Acquatecno et altri, IdrotecSrL, poté prendere visione della documentazione originale (progettuale, definitiva ed esecutiva, sequestrata dagli Agenti della Guardia Forestale il 15 luglio 2011 e depositata presso la Procura di Trani), solo dal 20 ottobre al 3 dicembre 2014, mentre, a partire dal “4 dicembre 2014 il Collegio constatò che tale documentazione era stata trasferita al di fuori della Procura in un scantinato sito nell’edificio di P.G. in Piazza Mazzini n.36 e, di fatto, reso indisponibile ogni possibile utile consultazione”. Quindi gli atti originali sequestrati il 15 luglio 2011 – che raccontano la storia del porto di Molfetta dal 1985 al 15 luglio 2011, e devono far luce sulla vicenda dell’appalto e dei lavori per la costruzione del Nuovo Porto di Molfetta – non erano stati resi disponibili neppure al Collegio Peritale nominato dal Presidente del Tribunale di Trani per la causa Civile n. 2131/2014? Eppure, nella stessa giornata di quel venerdì 28 marzo 2014, un maresciallo della Polizia Municipale, partito alle ore 13,00 da Molfetta, si recò a Roma per “ritiro plico”. Pertanto ci eravamo sempre chiesti con quali poteri magici il Comune di Molfetta si fosse costituito nel giudizio per ATP promosso dalla CMC visto che la relativa documentazione era inaccessibile a tutti poiché oggetto di sequestro penale! Il mistero permane, perché il Dirigente ai Lavori Pubblici e RUP del Porto ha dovuto rispondere, in data 24.11.2017, che “non sono in grado di chiarire la provenienza dei documenti ante 15.07.2011 a disposizione del Prof. Cerulli Irelli redattore per conto dell’Ente del ricorso per ATO ante causam ex ort. 696 cpc”. Fate vobis!

Di Tommaso Poli
Articolo pubblicato nel numero di gennaio 2018 della rivista mensile “l’altra Molfetta”

Ti potrebbe anche interessare: “VIAGGIO ( DI SOLA ANDATA?) TRA ROMA, BARI, TRANI E … MOLFETTA (Articolo pubblicato nel numero di gennaio 2017 della rivista mensile “l’altra Molfetta”)

Commenti



Lascia un commento

Ricorda che il commento deve essere approvato dall’amministratore del portale. Se il commento contiene insulti o accuse infondate, sarà cancellato. La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *