Di fronte a errori palesi, non si criminalizza la critica legittima
venerdì 19 gennaio 2018

Di fronte a errori palesi non si criminalizza la critica legittima

È un gioco pericoloso criminalizzare gli avversari, aizzare gli ultras contro presunti untori. La criminalizzazione del dissenso, purtroppo iniziata già in campagna elettorale, non va bene e nuocerà innanzitutto a chi ne sta facendo strumento di governo.

Molfetta, Piazza Municipio. Foto notturna di Nicola Sciancalepore
Abside del Duomo di Molfetta. Foto scattata dopo il crollo del 28/11/2017. Un presagio negativo secondo alcuni

La società molfettese è ancora molto fratturata. Manca ancora una figura autorevole e non autoritaria che sappia con equilibrio amministrare tutte le complessità di una grande città e soprattutto sappia dialogare con tutte le sue anime culturali, prima ancora che politiche.

Chi governa sa di avere la legittimità formale, ma non quella politica perché non ha raccolto tutti i voti espressi della propria coalizione. Dato molto semplice e numericamente non contestabile, questo. Iniziare un mandato dopo ave raccolto meno voti della propria coalizione è un grosso handicap! E qui si parla di migliaia di voti in meno. Tutti gli altri candidati alla carica di Sindaco hanno perso, ma in realtà hanno politicamente vinto raccogliendo molti più consensi di quelli espressi dalla propria coalizione sia nel primo che nel secondo turno. Uno solo ha vinto raccogliendo migliaia di voti in meno della sommatoria dei voti espressi dalla propria coalizione. Una vittoria delegittimata politicamente.

Solo questo elemento, non da poco, avrebbe dovuto consigliare più autorevolezza e meno arroganza in molte circostanze. L’arroganza si è vista tutta in questi mesi, dentro e fuori dal consiglio comunale; l’autorevolezza non si è vista affatto da parte di chi ha raccolto poco più del 20% dei voti degli aventi diritto, in termini reali. La stragrande maggioranza della città, non ha votato quindi per chi adesso nel bene o nel male – ma più nel male da quello che si è visto nel primo semestre di governo – regge le sorti della città. Tra questi elettori ci sono poi “migliaia di elettori in fuga” dalle indicazioni della propria coalizione già dal primo turno delle elezioni comunali; la stessa coalizione che è riuscita alla fin fine ad eleggere questo sindaco, ma non a legittimarlo pienamente in termini politici.

La coalizione di governo deve avere nel Sindaco il suo massimo punto di forza e non di debolezza. A Molfetta accade esattamente il contrario. Il vertice della coalizione è il punto di maggior debolezza della stessa. Questo non era mai accaduto prima a Molfetta. E questo dato, da solo, già basta a spiegare certe “plateali escandescenze”. “L’uomo sotto quella fascia tricolore” è andato in fibrillazione sin da subito, in termini di tenuta nervosa, prima ancora che politica, proprio per questo motivo.

Non si può allora rinunciare, soprattutto in una situazione come questa, ad una opposizione ferma e decisa non all’autorevolezza, che ma manca del tutto, ma all’autoritarismo da operetta. Non si può rinunciare ad una critica di questo modo di intendere il confronto politico, ad una resistenza pacifica anche alle forsennate dichiarazioni che mirano a criminalizzare liberi cittadini che non condividono affatto l’attuale politica amministrativa e non condividono, sopratutto, il modo sconcio di esternare sia dentro che fuori il Consiglio comunale. L’Istituzione Consiglio Comunale merita rispetto, a prescindere, ed il primo cittadino di questa città, è il primo che deve rispettare la massima assise cittadina all’interno della quale è rappresentato tutto il popolo molfettese.

In una democrazia, il silenzio coartato, non è contemperato; chi cerca di ottenerlo con metodi artificiosi non sta certamente perseguendo la via del confronto democratico. Le persone che dissentono, nelle forme civili e democratiche, non possono essere trasformate in potenziali bersagli di azioni temerarie il cui unico scopo è l’intimidazione. Va scongiurata la criminalizzazione del dissenso e delle voci dissenzienti, vanno abbassati i toni prima che sia troppo tardi. L’obiettivo di criminalizzare l’opposizione a questa maggioranza politica (che però è minoranza nella città), va denunciato pubblicamente e con forza. La forza della ragione diventa debolezza se si trasforma nella ragione della forza.

Il Rasoio di Occam

Commenti



Lascia un commento

Ricorda che il commento deve essere approvato dall’amministratore del portale. Se il commento contiene insulti o accuse infondate, sarà cancellato. La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *