Giovani che lasciano Molfetta: Isa de bari e Tommaso Minervini a confronto
venerdì 20 ottobre 2017

Giovani che lasciano Molfetta: Isa de Bari e Tommaso Minervini a confronto

Molfetta è la prima città in Puglia e tra le prime in Italia per decremento percentuale della popolazione giovanile. Non è un’illazione, è un dato ufficiale, purtroppo. Secondo l’Istat, negli ultimi nove anni, il 14,36% dei giovani tra i 18 e 30 anni ha lasciato Molfetta per cercare lavoro altrove. Un dato sconcertante che ha “stimolato” le dichiarazioni, inevitabilmente contrastanti del Sindaco, Tommaso Minervini e del candidato Sindaco del centrodestra alle ultime elezioni comunali, Isabella de Bari.    

Tommaso Minervini, Sindaco di Molfetta (centrosinistra)

Eppure Molfetta ha una vasta Zona Industriale. Eppure Molfetta ha grandi insediamenti produttivi e commerciali sul suo territorio. Eppure sono tanti, tantissimi, i giovani che dal 2008 a oggi hanno fatto le valigie e sono andati via da Molfetta.

Secondo un’indagine Istat, commissionata dal periodico L’Espresso, Molfetta è tra le prime città in Italia e decisamente la prima in Puglia, per decremento percentuale della popolazione giovanile (tra 18 e 30 anni). Molfetta è la 12esima città italiana in questa triste classifica, che vede al comando Monserrato (in provincia di Cagliari), seguita da Gravina di Catania e Carbonia. In Puglia è decisamente la prima.

«In ogni famiglia abbiamo dei giovani che sono al Nord o in Europa. E’ una inversione di tendenza che deve essere attuata quanto prima ma non a livello di singola città ma a livello di interventi di un territorio molto più vasto, quale quello regionale», ha dichiarato al TG3 regionale il Sindaco Tommaso Minervini, secondo il quale occorrono «investimenti infrastrutturali ma anche di incentivazione alle imprese, soprattutto a quelle compatibili con il nostro territorio».

Non si è fatta attendere la dichiarazione del leader del centrodestra in Consiglio comunale, non solo sul tema, ma anche sulla dichiarazione rilasciata dal Sindaco al TG3 regionale.

Isabella de Bari, Consigliere comunale d’opposizione (centrodestra)

«Sul triste primato di emigrazione giovanile – ha dichiarato Isabella de Bari in una nota ufficiale pubblicata dalle principali testate giornalistiche locali – è stato intervistato dal TGR Puglia l’attuale Sindaco Tommaso Minervini, oggi espressione di una coalizione di centro-sinistra, compagine politica che da oltre un decennio ha determinato le sorti di un fallimentare sviluppo della Regione Puglia». 

«Le soluzioni da lui prospettate – secondo il Consigliere comunale di centrodestra – sono ancora una volta inconsistenti, formulate su un’ambiguità di fondo per camuffare una oggettiva necessità di cambiamento con una politica amministrativa di inerzia che si pone in continuità con la precedente amministrazione di sinistra, di cui è stato assessore ombra. 
L’accerchiamento della Città da parte di gruppi di potere – per Isabella de Bari – ha soffocato lo sviluppo della Città mediante il blocco dei lavori di ampliamento del Porto, un’azione favorita da una sinistra prona ai canti di sirene provenienti dall’esterno e priva di un progetto di sviluppo». 

«Molfetta deve riposizionarsi su un piano di modernità e competitività – ha ribadito Isabella de Bari nella sua nota – concretizzando azioni di sviluppo già progettate e avviate: il porto di Molfetta, infrastruttura fondamentale, la piattaforma logistica e l’organizzazione di un sistema portuale può rappresentare la vera alternativa all’emigrazione giovanile. 
A Molfetta si registrano presenze turistiche, tuttavia il basso livello di consumo le caratterizza; elementi di dinamismo sono presenti nell’ambito delle attività produttive collocate nella zona PIP e ASI, anche di eccellenza, ma non sfugge la sensazione di lento declino». 

Tredici città pugliesi figurano nella top 50 se si considera la percentuale tra popolazione nella fascia d’età 18-30 e che va via. La classifica è guidata da Molfetta con il 14,3% di giovani che emigra seguita da Modugno (13,3%), San Severo (12,6%), Martina Franca (11,3%) e Taranto (11,2%). «Ci affanniamo a discutere, polemizziamo — ha dichiarato Giuseppe Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia —, ci scontriamo con punti di vista a volte divergenti su tempi e politiche da mettere in campo per lo sviluppo della nostra regione. Ma mentre tutto questo avviene il rischio sempre più forte è che perdiamo il soggetto principale del nostro agire, i giovani. I dati sono spaventosi. L’emigrazione giovanile rischia di portare a una desertificazione sociale che condannerebbe definitivamente questa regione, e la riflessione vale per l’intero Mezzogiorno. Se non si agisce in fretta, con investimenti pubblici, se non si torna indietro da una strada che attacca il lavoro e i diritti, se non si moltiplicano le iniziative di sostegno all’occupazione giovanile, gli effetti dell’estrema precarizzazione saranno questi». Fonte web: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Per il candidato Sindaco della coalizione di centrodestra alle ultime elezioni comunali «questa Città deve rivedere le proprie scelte attraverso una sfida mirata a garantire sviluppo e lavoro». «Se la soppressione di un rondò – ha concluso Isabella de Bari -, quale presidio di sicurezza per uscite dai cantieri dei lavori del porto, sono il preambolo alla chiusura degli stessi, il declino di Molfetta è segnato».

Le due dichiarazioni, messe a confronto, prospettano ricette diametralmente opposte. Il Sindaco, forse ancora memore del “governo a rete” del suo precedente mandato come primo cittadino, guarda ancora a «interventi di un territorio molto più vasto», per invertire la tendenza del decremento della popolazione giovanile a Molfetta, mentre per Isabella de Bari, occorre concretizzare le «azioni di sviluppo già progettate e avviate», il Porto innanzitutto, che va ultimato perché  «può rappresentare la vera alternativa all’emigrazione giovanile». 

Come spiegare però che nella città dove è stata forte l’espansione industriale negli ultimi 15 anni, è stata anche forte, praticamente negli stessi anni, l’emigrazione giovanile? Cosa non ha funzionato realmente nell’idea di sviluppo della città? Qualcosa, evidentemente, ha minato la libera economia del territorio, ha condizionato la libera emersione delle capacità e dei valori, spingendo una grossa fetta di giovani a cercare miglior fortuna fuori dalla loro città. E’ possibile che l’espansione produttiva della Zona Industriale prima e della Zona Asi dopo, l’insediamento di grosse realtà commerciali, abbiano finito per favorire tanti, tantissimi giovani lavoratori che venivano a Molfetta da altre città? Perché si è generato questo anomalo cortocircuito economico? Forse la politica non è esente del tutto da qualche responsabilità in merito a questa anomalia che ha generato per un verso più espansione economico-produttiva sul territorio, ma per altro verso ha reso Molfetta la città pugliese che registra la fuga dei giovani più alta, in termini percentuali, per trovare lavoro fuori.

Il Rasoio di Occam

Ventimila under 30 hanno abbandonato la Puglia negli ultimi dieci anni. In percentuale, la città messa peggio è Molfetta, ma anche Trani, Andria e Barletta figurano tra le cinquanta città italiane che ne hanno persi di più. Il servizio di Roberto Straniero #puglia #barletta #andria #trani #molfetta #bari #attualità

Pubblicato da Telesveva su Venerdì 25 agosto 2017