Halloween è veramente una festa lontana dalla nostra cultura?
giovedì 23 novembre 2017

Halloween è veramente una festa lontana dalla nostra cultura?

Quando si parla di Halloween, cercando di scoprirne la sua provenienza, viene sempre detto che si tratta di una festa irlandese, successivamente esportata negli Stati Uniti, che originariamente coincideva con la commemorazione dei defunti e con il rinnovamento del ciclo stagionale.

Jack O’ Lantern? Secondo l’antica leggenda irlandese questo personaggio, simbolo indiscusso della festa di halloween, è esistito davvero.

Tutto ciò è innegabilmente vero, ma vi è un problema di fondo: si parla di Halloween come di una festa “celtica”, poiché l’Irlanda è, appunto, un paese celtico. Tuttavia, i Celti esistevano anche in Inghilterra, Francia, Spagna, Nord Italia e non solo.

Il corrispondente celtico-gallico di Halloween è detto Samhain, che significherebbe, secondo lo studioso Thomas Powell, “riunione”. Era infatti il giorno più importante dell’anno per i Galli, che si riunivano fisicamente e simbolicamente per un rinnovamento generale delle loro autorità, dei raccolti, e dei contratti (usanza, quella del rinnovo dei contratti, mantenutasi nel giorno di S.Martino cristiano, l’11 novembre, corrispondente proprio alla fine del Samhain).

Chiaramente, però, era anche il giorno dei morti: durante il Samhain gli dei e i defunti potevano scendere nel mondo dei vivi, avendo con essi un contatto semifisico. Fino a poche generazioni fa, in alcune zone più isolate della Pianura Padana, la sera del 31 ottobre veniva apparecchiata la tavola anche per i defunti, e si ponevano lungo le strade le famose zucche intagliate e illuminate (in lombardo “lümere”) per indicare alle anime di passaggio la via di ritorno per il mondo dei morti (chiaramente, prima della scoperta dell’America, venivano utilizzati altri frutti e metodi); inoltre venivano disposte castagne sui davanzali perché le anime se ne nutrissero durante il viaggio.

Nella mappa, i punti raffigurano le zone in cui sono state documentate le dette usanze arcaiche in tempi recenti, ossia fino a pochi decenni fa.

La tradizione delle zucche trae le sue origini dall’usanza gallica di tagliare le teste ai nemici per poi esporle al di fuori della propria casa, poiché ritenevano che la testa fosse la sede dell’anima e quindi, tenendola vicina a sé e alla propria famiglia, si potevano acquisire le migliori qualità del morto.

Anche il mascheramento trae le sue origini dal Samhain, ma è in realtà parte di una tradizione ben precedente a quella dei Celti, molto probabilmente indoeuropea: mentre le maschere e i costumi oggi raffigurano zucche, diavoli e fantasmi, una volta raffiguravano anche veri e propri mostri, e venivano utilizzate dagli sciamani (e più tardi dai druidi) per sdrammatizzare e demistificare la morte con canti e danze, ma soprattutto per creare una certa atmosfera d’orrore tramite la deformazione del corpo (la cosiddetta “riastradh”), anche questa usanza tipica dei Celti: i guerrieri irlandesi, racconta un mito, strizzavano con forza un occhio e tenevano molto aperto l’altro, mentre spalancavano la bocca all’inverosimile e mostravano la lingua (una pratica, quest’ultima, che ricorda molto le gorgoni greche, e che pertanto può far pensare che i guerrieri degli indoeuropei avessero già tale usanza, che è comunque riscontrabile anche presso altre civiltà come i Maori neozelandesi).

Maschere sciamaniche, teste di nemici mutilati e anime che tentano un approccio alla loro antica vita: è questo il vero Halloween, o meglio, in lingua gallica, “Trinuxtion Samoni”. Tradizioni portate avanti nel tempo, tant’è che due editti ecclesiastici medievali, del 1231 e 1305, vietavano di danzare presso i cimiteri nella notte fra il 31 ottobre e il 1 novembre, pena la scomunica. Tradizioni giunte anche a tempi più recenti, ma dimenticate per far spazio all’Halloween pseudo-irlandese. (Nella mappa, i punti raffigurano le zone in cui sono state documentate le dette usanze arcaiche in tempi recenti, ossia fino a pochi decenni fa).

Articolo di Daniele Bonino
Fonte web: Amanti della Storia 

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