"Houston, abbiamo un problema": Minervini perde pezzi della coalizione

“Houston, abbiamo un problema”: un partito si sfila dalla coalizione del Sindaco Minervini

“Molfetta per la Puglia” prende le distanze dal Sindaco con una nota pubblicata sulla pagina Facebook del movimento. Nessuna sorpresa, tutto ampiamente previsto. Questo è solo il prologo della tragicommedia che sta per iniziare.

“Houston, abbiamo un problema” di Marino Piers Giovine

 

Cometa ISON – Novembre 2014

“Molfetta per la Puglia” rompe gli ormeggi che la tenevano ancorata alla coalizione del Sindaco di Molfetta e si rimette in navigazione. Verso dove? Non si capisce molto bene. Tutto fa pensare ad una rotta verso il “ndo cojo cojo” (trad: dove prendo prendo)

Con una nota pubblicata sulla pagina Facebook del “gruppo civico” si proclama in maniera roboante il «disimpegno dall’amministrazione a guida del Sindaco Tommaso Minervini» dopo aver «“ripulito” la lista dei propri componenti» e ripreso «l’attività come gruppo civico, non guardando alla politica, soprattutto a questa politica cittadina». E quale sarebbe «questa politica cittadina» che il “gruppo civico” non vorrebbe guardare più? Quién sabe… Anche qui, non si capisce granché di quello che il famigerato “movimento civico” vuole realmente comunicare. Denuncia pubblicamente una condotta, un modus operandi politico di chissà chi, ma non si dice neanche qual è. Alla faccia della chiarezza.  

«Siamo fuori da questa amministrazione – afferma il “gruppo civico” – per chi non l’avesse capito. Una comunicazione necessaria viste le continue richieste che ci arrivano da più parti di chiarire la nostra posizione». 

La posizione è chiara a tutti e quindi anche alle non meglio definite «più parti» che avevano continuamente richiesto il chiarimento a questo “gruppo civico”. La domanda a questo punto sorge spontanea: che cosa realmente esce fuori dalla coalizione? La risposta è semplice: poco o nulla di ciò che è uscito fuori dalla competizione elettorale. È scritto – e incredibilmente – a chiare lettere nella stessa travagliata dichiarazione politica: «“Il movimento Molfetta per la Puglia dopo aver “ripulito” la lista dei propri componenti, riprende l’attività come gruppo civico». Ripulire la lista significa molto semplicemente che eletto, primo dei non eletti e candidati alle ultime elezioni comunali non ci sono più. Ma era rimasto ancora qualcuno da mandare via o si erano già tutti dileguati da un bel po’ ? Affidiamo ben volentieri questa riflessione ai nostri affezionati lettori. Noi un’idea ce la siamo già fatta.  

Seguono poi nel comunicato i consueti panegirici sul “bel sole dell’avvenire” di quella che dovrebbe essere ancora una forza politica ma che in realtà, dopo aver «“ripulito” la lista dei propri componenti», si ripresenta alla città come un guscio vuoto senza più candidati, consiglieri comunali e inevitabilmente senza assessore.

«Inizia un nuovo percorso – enuncia il comunicato –, si parte con un nuovo progetto, che non ha step intermedi legati alla prossima campagna elettorale, che non ci interessa, non ci schieriamo politicamente, non ci troverete in campagna elettorale. Non abbiamo fatto accordi per l’occupazione di poltrone, gli incarichi non ci interessano. Abbiamo un unico traguardo: attuare il nostro programma, fatto di 7 punti, che è possibile consultare sulla nostra pagina Facebook». 

Cometa Schwassmann-Wachmann 3

E non è ancora tutto, purtroppo. «Continueremo ad avere il ponte con la Regione Puglia che è stato un nostro obiettivo principale raggiunto, continueremo a fare politica per il bene della città, perché non abbiamo intenzione di abbandonare il nostro programma, che è attuale e soprattutto attuabile: le circoscrizioni, i quartieri, l’ospedale, l’occupazione commerciale, le manifestazioni cittadine ed altro. Vogliamo interloquire con la città e con i cittadini per risolvere i problemi di Molfetta».

«Prossimamente – conclude la nota – ci presenteremo alla città, per sottoporre all’attenzione di tutti, i nostri propositi, solo ed esclusivamente per il bene della città”». 

Insomma, allo stato, solo una robusta flatulenza di inizio anno, null’altro, visto che si sta parlando di un guscio vuoto gettato via da chi in questo momento, in “religioso silenzio”, ha solo interesse a continuare ad occupare la poltrona o, per gli amanti della Prima Repubblica, “tirare a campare”. La situazione non è delle più tranquille, però. La Giunta ha problemi seri sin dal suo insediamento. La squadra degli Assessori non va affatto bene. Figuracce una dietro l’altra dentro il consiglio comunale, fuori e sui social. Assessori inadeguati e chiacchieroni da una parte; assessori solo sulla carta dall’altra. Una bella battaglia interna alla giunta tra incapacità e palesi nullità, con il Sindaco nel bel mezzo, sempre sull’orlo di una crisi di nervi.

Il Sindaco ha tante, troppe deleghe. La squadra sostanzialmente non esiste. La Giunta è di cartone! Tre assessori sarebbero in bilico e non certamente da oggi. In queste condizioni, non si può amministrare una città. Se ne sono accorti anche alcuni esponenti della maggioranza che avrebbero già chiesto da tempo al Sindaco un radicale rimpasto della squadra amministrativa.

Poi ci sono i problemi politici, mai risolti, tra chi vorrebbe radicarsi nel centrosinistra e cementare l’alleanza con il Pd di Emiliano e chi invece rivendica ancora la propria autonomia dichiarando di voler ri-votare il centrodestra alle prossime elezioni.

Una situazione tutt’altro che tranquilla.

Il Rasoio di Occam

Precisazione – “Houston, abbiamo un problema” è una frase che viene utilizzata, soprattutto in contesti informali, scherzosi o ironici, e talvolta anche in ambito giornalistico, per sottolineare l’insorgere di un problema imprevisto. È la traduzione della frase inglese “Houston, we have a problem”; citazione erronea, ma ormai popolarissima, della frase pronunciata dall’astronauta Jack Swigert che si trovava a bordo della navicella spaziale Apollo 13; la frase esatta è “OK, Houston, we’ve had a problem here” (“OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui”); Diversi secondi dopo, la base rispose: “This is Houston. Say again, please.” (“Qui Houston, ripetere prego”). Passarono ancora alcuni secondi e Jim Lovell, il comandante, ripetette pressoché le parole di Swigert: “Houston, we’ve had a problem” (“Houston, abbiamo avuto un problema”) e cominciò a spiegare i dettagli tecnici dell’avaria occorsa. La frase, nella sua forma erronea, ha acquistato una nuova ed enorme popolarità grazie al film Apollo 13 diretto da Ron Howard e interpretato, fra gli altri, da Tom Hanks e Kevin Bacon. In breve la vicenda. La navicella partì da Cape Kennedy l’11 aprile nel 1970; tre giorni dopo si verificò un incidente che danneggiò la navicella e non soltanto impedì la prosecuzione della missione, ma rese particolarmente difficile il rientro sulla Terra. Se la partenza della missione fu praticamente ignorata dalla stampa e dalle televisioni, l’imprevisto incidente fece sì che sulla vicenda si scatenasse l’interesse dei media nazionali e internazionali. Il mondo intero, infatti, seguì la vicenda con il fiato sospeso vista la concreta possibilità che i tre astronauti morissero nello spazio. La NASA mise in campo tutte le risorse a disposizione per risolvere la delicatissima situazione; determinante fu l’aiuto di un componente dell’equipaggio originale, Ken Mattingly, che fu trattenuto a terra perché c’era il sospetto che avesse contratto il morbillo.

 

La reazione politica di Paola Natalicchio, già Sindaco di Molfetta, alla nota di “Molfetta per la Puglia” con cui si annuncia il distacco del “gruppo civico” dall’amministrazione Minervini. “Poco più di sei mesi – ha scritto Paola Natalicchio – e iniziano le tarantelle. Mimmo Spadavecchia e “Molfetta per la Puglia” sono stati tra i più convinti sostenitori di Tommaso Minervini e della sua formula “all inclusive”: tutti dentro e ce n’è per tutti. Oggi leggiamo che il movimento esce dall’amministrazione Minervini. Un modo per aprire una trattativa? E su cosa? Non è ancora chiaro. Ma c’era da aspettarselo: la finta unità di questa maggioranza è solo la maschera di un progetto fragile, che rischia di perdere pezzi mese dopo mese. Quel che è chiaro è che non siamo in mani sicure. La città è ancora ostaggio dell’instabilità politica. La finta “alleanza civica” che sostiene il sindaco esperto è già in acque alte. Manca una visione della città. E non si contesta al sindaco la linea politica troppo radicale, come è stato negli anni passati. Il freddo arriva dalla coperta corta. E’ tempo di recuperare orgoglio, unità e dignità. Sono in arrivo le elezioni nazionali, ma è del tutto evidente che bisogna rimettersi al lavoro per restituire a Molfetta una prospettiva di buongoverno. Senza perdere un solo minuto”.

 

La reazione di Forza Italia all’uscita di “Molfetta per la Puglia” dalla coalizione che sostiene l’amministrazione Minervini: “Ancora una volta Molfetta è costretta ad assistere al teatrino della politica locale. L’Amministrazione che si è insediata nel palazzo di città, frutto di unità d’intenti politici, più apparenti che reali, dopo poco più di sei mesi dal suo insediamento subisce la sua prima scossa. Nessuna sorpresa, lo sciame sismico che notoriamente precede le scosse di terremoto, era già in atto da mesi all’interno della coalizione. La prima forza politica si sfila. Il Movimento per la Puglia del segretario Mimmo Spadavecchia, con un recentissimo comunicato ha infatti dichiarato di non essere di fatto più una forza politica a sostegno dell’amministrazione guidata dal sempre più accigliato e nervoso Tommaso Minervini. Il fatto grave che in pochi hanno sottolineato, è che l’assessore candidato tra le fila del Movimento ed il consigliere comunale eletto nel movimento per la Puglia, pare non abbiano condiviso la scelta politica, ecco che, come abbiamo più volte denunciato in campagna elettorale, gli interessi del singolo potrebbero avere il sopravvento sulla politica della condivisione delle idee e dei programmi tanto esaltati in campagna elettorale. Che cosa faranno il consigliere Spadavecchia e l’assessore Germano? In una politica genuina, leale e corretta, dovrebbero sposare gli ideali del Movimento per la Puglia, movimento che li ha eletti, e quindi dimettersi dagli incarichi e diventare opposizione alla maggioranza Minervini. Si attenderanno le rispettive dichiarazioni nel prossimo consiglio comunale, anche se tutto fa pensare che sposeranno la linea del “meglio continuare a scaldare la sedia” con il suo inevitabile combinato disposto: “meglio continuare a percepire lo stipendio, scaldando la sedia, fingendo che nulla sia accaduto”. Come forza di opposizione, ci duole constatare che la politica di Tommaso Minervini, è una politica vecchia e nauseabonda. Si sta amministrando senza un filo logico senza un obiettivo se non quello di generare una serie di incarichi per accontentare candidati e cortigiani. Lo scricchiolio della politica dei partiti è il campanello d’allarme allo scricchiolio della politica degli uomini, e la nostra città correrà ancora una volta il rischio di assistere inerme al suo declino. Il sindaco Minervini, da perfetto despota, ha tenuto per sé diverse deleghe importanti e faticose pertanto non riesce a far fronte alle esigenze ne riesce a rispondere alle continue sollecitazioni della città. Una compagine di giunta inadeguata e infoltita da deleghe al quanto “vuote” sta paralizzando le attività dei Molfettesi, e si stanno collezionando una serie di brutte figure (vedi l’organizzazione delle manifestazioni natalizie) che non rendono merito al secondo comune della provincia di Bari. La fila al banco della riscossione delle promesse è ancora lunga. Qualcuno ha già iniziato ad incassare incarichi a ricompensa del sacrificio della campagna elettorale, altri attendono nomine nelle municipalizzate, pare che la stretta di mano ci sia già stata, insomma, un guazzabuglio di poche cose chiare sulle quali ancora nessuno accende il faro della chiarezza e della correttezza nonché della legalità. Il nostro partito, insieme ai consiglieri comunali, nonché al team che si occupa giornalmente di monitorare l’attività amministrativa in città, continuerà a denunciare ai cittadini il malcostume ed il malgoverno, nonostante in molti pensano ancora che nessuno abbia scovato i lupi travestiti da pecorelle”

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