Il tema è quello della resistenza alla tirannia o alla sottomissione

In tema di resistenza alla tirannia

Il tema è quello della resistenza alla tirannia o alla sottomissione anche perdendo la propria vita ma mantenendo il proprio onore. Dagli “atti e detti memorabili degli antichi romani” di Valerio Massimo

Ritratto di Eleonora d'Aragona, dal manoscritto "Il modo di regere e di regnare" di Antonio Cornazzano.
Ritratto di Eleonora d’Aragona, dal manoscritto “Il modo di regere e di regnare” di Antonio Cornazzano.

Premessa

Bruto e Porziala Moglie di Asdrubale coi figli e Lucreziasono dipinti commissionati probabilmente da Eleonora d’Aragona (Napoli, 22 o 23 giugno 1450 – Ferrara, 11 ottobre 1493), moglie di Ercole I d’Esteduchessa di Ferrara e di Modena e Reggio. Era figlia Ferdinando I re di Napoli dal 1458 al 1494 e di Isabella di Chiaromonte figlia del principe di Taranto e nipote di Maria d’Enghien regina di Napoli.

Suggello dell’alleanza fra Estensi e Aragonesi, Eleonora giunse a Ferrara nel giugno 1473, festeggiata con celebrazioni inusitate, pari all’onore che il duca riceveva nell’impalmare una principessa di sangue reale. Nello spazio di soli otto anni diede alla luce sei figli.

Eleonora d’Aragona – Este fin da principio diede dimostrazione di grandi capacità di governo e organizzazione, prendendo in mano le redini nei molti casi in cui il marito preferiva delegare. Racconta il cronista Caleffini che ella ‘dava audientia e spazava le faccende come Signore […] regeva e gubernava il tutto’. Era lei, e non il marito, a occuparsi di ogni dettaglio della vita quotidiana dello stato e attorno a lei si creò un circolo di intellettuali che iniziarono a teorizzare l’eccellenza, se non addirittura la superiorità, delle donne rispetto agli uomini. Antonio da Cornazzano le dedicò il suo “Del modo di regere e di regnare”. Quando scomparve, fu universalmente compianta.

Bruto e Porzia è un dipinto tempera su tavola (48,7×34,3 cm) di Ercole de’ Roberti, databile al 1486-1490 circa e conservato nel Kimbell Art Museum di Fort Worth, Texas.

I tre dipinti, le tre donne famose dell’antichità

Ercole de’ Roberti, noto anche come Ercole da Ferrara (Ferrara, 1451-1456 – Ferrara, 1496) è l’autore dei primi due dipinti commissionati da Eleonora d’Aragona mentre “Lucrezia, Bruto e Collatino” è attribuito a Giovan Francesco Maineri.

Rappresentano una serie di donne famose dell’antichità. Il tema è quello della resistenza alla tirannia o alla sottomissione anche perdendo la propria vita ma mantenendo il proprio onore.  Gli ideali di queste eroine infatti ben si addicevano al motto del padre di Eleonora, il potente re Ferrante di Napoli: “Preferisco la morte al disonore”. I soggetti dei dipinti sono piuttosto rari e deriverebbero dagli Atti e detti memorabili degli antichi romani di Valerio Massimo.

Bruto e Porzia

Porzia era la moglie di Marco Giunio Bruto, il cospiratore contro Giulio Cesare. Venuta a conoscenza della trama segreta del marito, essa lo minacciò di togliersi la vita se il piano fosse fallito. Per dimostrare la sua determinatezza si ferì il piede destro, sul quale il pittore raffigurò un taglietto sanguinante. Con l’uccisione del marito Porzia compì poi il suo voto e si uccise inghiottendo carboni ardenti.

La Moglie di Asdrubale coi figli è un dipinto tempera su tavola (47,3x30,6 cm) di Ercole de' Roberti, databile al 1490-1493 circa e conservato nella National Gallery of Art di Washington.
La Moglie di Asdrubale coi figli è un dipinto tempera su tavola (47,3×30,6 cm) di Ercole de’ Roberti, databile al 1490-1493 circa e conservato nella National Gallery of Art di Washington.

La scena è ambientata davanti a un telo verde appeso a una pertica, che imita le opere di Giovanni Bellini, con un uso elegantissimo del colore brillante, che arriva ad effetti di virtuosismo nella veste cangiante di Porzia.

Tipici dello stile dell’artista sono la forte caratterizzazione delle espressioni, soprattutto quella corrucciata di Bruto, e il panneggio dalla complessa pieghettatura, dove prevalgono linee spezzate e un’illuminazione incidente.

Moglie di Asdrubale coi figli

Durante la Battaglia di Cartagine (146 a.C.), Scipione, per risparmiare alle sue truppe la guerriglia dentro la città, emanò un bando che prometteva salva la vita a chi si arrendeva e usciva disarmato dall’acropoli. Accettarono la sconfitta circa 50.000 persone fra cui il capo: Asdrubale.

Dalle mura della cittadella la moglie di Asdrubale fra sanguinose ingiurie e maledizioni al marito gridò una preghiera a Scipione di punire il codardo, salì al tempio incendiato, sgozzò i figli e, come l’antica regina Didone, si lanciò fra le fiamme.

Lucrezia, Bruto e Collatino è un dipinto tempera su tavola (47x30 cm) attribuito a Giovan Francesco Maineri, databile al 1490-1493 circa e conservato nella Galleria Estense di Modena.
Lucrezia, Bruto e Collatino è un dipinto tempera su tavola (47×30 cm) attribuito a Giovan Francesco Maineri, databile al 1490-1493 circa e conservato nella Galleria Estense di Modena.

La scena è ambientata davanti a un telo rosso appeso a una pertica, con un uso elegantissimo del colore brillante. Si riscontra in questo dipinto una forte caratterizzazione delle espressioni e dei movimenti concitati, che compongono il gruppo della donna e dei due figli, tenuti per la mano mentre si contorcono tra le rovine della città.

Lucrezia, Bruto e Collatino

Lucrezia era la moglie di Lucio Tarquinio Collatino, che venne violentata da Sesto Tarquinio, figlio spregevole di Tarquinio il Superbo. Per lavare il disonore essa si uccise con un coltello davanti al marito e un testimone, e Collatino, per vendicarsi, guidò una sommossa popolare che cacciò via i Tarquini da Roma.

La scena è ambientata davanti a un telo nero appeso a una pertica. Se rispetto alle altre due opere della serie di Ercole de’ Roberti Lucrezia è particolarmente statica; vi si riscontra comunque un uso elegante del colore, con la predilezione per toni brillanti.

Conclusione

Questi tre dipinti, e le storie che rappresentano sprigionano ancora un fascino contagioso a distanza di secoli, un fascino forse di peso dal fatto che queste giovani donne sono in rivolta contro il potere maschile. Queste tre opere sono un punto di riferimento eterno per le coscienze libere e ricche di umanità, rappresentano donne risolute pronte a ribellarsi alla tirannia anche a costo della vita, in nome dei propri sentimenti umani e dei propri ideali.

Il Rasoio di Occam