La magia della notte di San Nicola
domenica 17 dicembre 2017

La magia della notte di San Nicola

Cioccolate, caramelle e giochi per i bimbi nella notte del Santo di Myra. La storia, la tradizione e il folclore di una festa molto sentita a Molfetta

San Nicola – Angy-Modugno – Chiesa dei Cappuccini – Molfetta

La festa di San Nicola a Molfetta è molto sentita e attesa dai bambini che aspettano con ansia regali e leccornie. E’ bello leggere la gioia negli occhi dei piccoli che aspettano con trepidazione il fatidico giorno.

La sera del 5 dicembre è una consuetudine assistere allo sbarco di San Nicola nei pressi di Banchina San Domenico, nel porto vecchio di Molfetta, per consegnargli  le letterine prima di rientrare a casa per mettersi subito a nanna. Quella è la notte di san Nicola, e non bisogna rimanere svegli.

Ma di questo santo, pochi sanno per esempio che nella Chiesa del SS. Crocifisso  di Molfetta (o dei cappuccini) c’è un quadro che raffigura, “il santo buono” che tanto amò i fanciulli. Egli è raffigurato come un vescovo, con la veste regale, il bastone pastorale e la Bibbia con tre sfere d’oro. Esse rappresentano la dote, salvezza da un triste destino, di tre fanciulle povere, il cui padre pensò di fare prostituire. Nicola venne a sapere di questo dramma familiare e decise di intervenire.

È stato l’artefice di tanti miracoli, ma il miracolo che mi accingo a raccontarvi mi è stato raccontato da Padre Michele della suddetta Chiesa .

Intorno al 300 D.C., vi era un padre e tre figliole che vivevano di stenti, il padre non sapeva come avrebbe affrontato le spese per poter maritare le sue figliole e per questo motivo prese la dura decisione di far prostituire le figlie. Di questa decisione,  ne venne a conoscenza San Nicola, il quale una sera gettò nel giardino della famigliola un sacchetto di monete  d’oro pur di non far prostituire le fanciulle. Grazie a quelle monete fu sposata la prima figlia. Sopraggiunse il matrimonio della seconda figlia e San Nicola ripeté lo stesso rito. Il padre sospettoso e curioso , quando si avvicinò il matrimonio della terza figlia, volendo sapere chi fosse l’artefice di tanta benevolenza, si appostò al buio nel giardino per alcune sere. Ahimè, San Nicola fu scoperto , lasciò il gruzzoletto al povero papà in cambio di una promessa : non doveva rivelare il nome del benefattore.

Ed è da questo miracolo che deriva il detto molfettese : “Sènd’a nècaole, pòrte bàone nàove e bàone a sórte “(Traduzione: San Nicola porta buone nuove e buona sorte, l’annunzio propizio alle fanciulle da marito).

Seguono due filastrocche che si cantavano tanto tempo fa, in questo periodo, in onore di san Nicola.

Prima – “Quènde sènd’a Nècaole scève pe mère, / la vàrchett’a so er d’aor e d’argèinde. / L’èngele se vèstevene a mèrenere / e sénd Frèngische l’ammeneve u vèinde“. Traduzione: Quando san Nicola andava per mare, la sua barchetta era d’oro e d’argento. Gli angeli si vestivano a marinai e san Francesco gli soffiava il vento.

Seconda – “Sènd’a Nècaole vè pe mère, / vè vèstute alla mèrenere, / vè cu lìbr’e cu bàstaone, / è nu vècchie mèzzegnaore. / Vè de notte citté citté / e mètte dúlce e chèmbitte / mètte fàiche e cecchèlate / ind’o scarpe appreparate. / Allègre pècceninne / ca sènd’a Nècaole à va vénì, / allègre pècceninne  / ca sènd’a nècaole a v’arrevate. Traduzione: San Nicola va per mare, va vestito alla marinara, va con il libro e con il bastone, va con il sacco ed un ragazzo, è un vecchio vescovo, va di notte in silenzio, mette dolci e confetti, mette fichi e cioccolate nella calza preparata. Allegri piccoli che san Nicola sta arrivando. Allegri piccoli che san Nicola è arrivato.

Di Angy Modugno