Le Torri e i Casali di Molfetta: Torre Gavetone

Le Torri e i Casali di Molfetta: Torre Gavetone

In viaggio tra “le Torri e i Casali di Molfetta“. Iniziamo questo tour storico con una vecchia torre di avvistamento, ormai non più esistente, che giace in uno dei luoghi di balneazione più conosciuti di Molfetta, Gavetone.

Foto d’epoca di Torre Gavetone – Massimo Iannone, “Le Torri di Molfetta”

Questo nome, alquanto particolare, deriva da un evento avvenuto nel XV secolo, in piena guerra fra Angioini e Aragonesi, un’imbarcazione si arenò nei pressi di quel luogo, nel quale fu sistemato un gavitello di segnalazione chiamato “Gavitone”.

La torre, presumibilmente costruita nel X secolo, alta 10 metri, era disposta su due piani che venivano raggiunti attraverso una scala in pietra. Era situata all’estremità dei confini tra Molfetta e Giovinazzo, luogo indicato su di un documento del 1704, con il toponimo di “la Ponta del Gavidone”.

Questa struttura, più moderna, era adibita allo smaltimento delle munizioni.

Un’ulteriore indicazione di questa torre risale al 1561, all’interno del Catasto di Molfetta, catalogata sotto il nome di: “la ponta de lastone” al confine col mare.

I documenti storici, comunque, sono molto contrastanti perché attraverso varie vicissitudini e trasformazioni, oggi la torre, ridotta ormai ad un rudere, non presenta alcuna testimonianza della sua funzione di torre-vedetta, difatti questo luogo era il tratto terminale percorso dalle Guardie a cavallo di Molfetta, che vigilavano la costa tra la fine del 1500 e l’inizio del 1800.

Stato attuale di Torre Gavetone ormai ridotto ad un rudere, di cui rimane solo un muro. I resti della antica torre sono ora in stato di ristrutturazione.

Essa non è da confondere con la palazzina adiacente, perché questa struttura più moderna era adibita allo smaltimento delle munizioni recuperate nelle acque territoriali dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Un’ulteriore informazione, che predilige la tesi dell’inesistenza di una torre in quel luogo, deriva dal Catasto murattiano di Molfetta del 1809-13, essa viene registrata come casa di campagna, con quattro stanze, appartenente alla famiglia Sigismondo. In quell’epoca il luogo era denominato “Torre Gavetone”.

Fonti: Torri e Masserie Fortificate a Molfetta di Corrado Pappagallo; Le Torri di Molfetta di Massimo Iannone.

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Torre Calderina, ora in uno stato di completo abbandono.

Commenti



5 Comments

  • Corrado

    La prima citazione di un fabbricato in questa zona risale al maggio del 1806.
    Il toponimo trae origine da una proprietà della famiglia “de Taldone”. La pronuncia molfettese modificò il nome di questa località in Gavidone (1701).
    Corrado Pisani

  • Corrado

    Dimenticavo di aggiungere che in quel sito non c’è mai stata una torre (alta 10 m.) risalente (presumibilmente ?) al X secolo.
    Corrado Pisani

    • Redazione

      Abbiamo scritto: “I documenti storici, comunque, sono molto contrastanti”. Queste le nostre fonti: Torri e Masserie Fortificate a Molfetta di Corrado Pappagallo; Le Torri di Molfetta di Massimo Iannone. Ciò detto, non escludiamo affatto che lei possa avere ragione… evidenziando però le sue, di fonti… per quanto in contrasto con le nostre…

  • Corrado

    Il problema non è avere ragione o citare le fonti, ma riportare eventi inattendibili o non documentati e che portano a luoghi comuni ormai ampiamente superati (come il fatto del gavitello).
    Cordialmente

    • Redazione

      Per poter aggiungere una sua integrazione, abbiamo bisogno di fonti. Le nostre le abbiamo citate pur evidenziando che “I documenti storici, comunque, sono molto contrastanti”. Così come abbiamo fatto per altri post simili, alla fine abbiamo sempre riportato eventuali integrazioni o rettifiche. Le nostre fonti, lo ripetiamo, sono queste: Torri e masserie fortificate a Molfetta / Corrado Pappagallo – Molfetta: Mezzina, 1996; Le torri di Molfetta / Massimo Iannone – Molfetta: Mezzina, 1986. Esiste, è vero, altra pubblicazione in merito: “Le torri dei molfettesi / Corrado Pisani; documentazione fotografica di Nino Cascarano – Molfetta: Mezzina, stampa 2000”. E’ possibile che in questa pubblicazione vi siano quelle ulteriori notizie a cui lei fa riferimenti, libro forse in suo possesso. Ma se è così, avrebbe potuto farci pervenire l’integrazione da riportare a margine del post.

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