L'unicum di Castel del Monte |
domenica 17 dicembre 2017

L’unicum di Castel del Monte

Castel del Monte, qualcosa di diverso da un semplice castello. Nella sua costruzione non sono presenti elementi strutturali che caratterizzano i castelli del medioevo. Non è una costruzione militare ma qualcosa di diverso. Forse una dimora della cultura e del sapere isolata dai centri abitati dell’epoca…

Castel Del Monte, considerato il monumento federiciano più famoso al mondo. Un luogo incantevole situato nel comune di Andria (Bat) e ancora oggi ricco di misteri. Dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell”Umanità nel 1996
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Castel del Monte

“L’Imperatore faceva erigere palazzi di tale bellezza e vastità  e con tale zelo  come se dovesse vivere in eterno, eppure non voleva abitarvi mai ed edificò torri e roccaforti sulle cime delle montagne e nelle città, quasi credesse di essere ogni giorno assediato dal nemico. E tutto questo egli fece per mostrare la sua potenza e per imprimere la fama del proprio nome così profondamente nell’animo di ognuno, che mai non potesse cancellarsi la memoria di lui” (il cronista di Santa Giustina a Padova).

Il 28 gennaio dell’anno dell’incarnazione del Salvatore 1240 l’imperatore Federico II di Svevia  inviava una lettera al Giustiziere di Capitanata Riccardo di Montefuscolo

Questa lettera è l’unico documento storico che attesti un legame tra Federico II di Svevia e Castel del Monte. La lettera originale è andata, purtroppo, persa: ne esisteva in ogni caso una copia su uno dei regesti della sua Corte. I regesti erano dei registri sui quali venivano ricopiati, in forma abbreviata, ma nei loro punti essenziali, tutti i documenti ufficiali scritti dall’Imperatore. Come racconta il Tavolaro, il regesto in cui era contenuta la lettera di Federico fu gravemente danneggiato e temporaneamente perso, in seguito a degli spostamenti da Palermo a Napoli. Quando gli Angioini conquistarono il capoluogo campano, distrussero l’intero archivio in cui erano conservati i documenti degli Svevi. Il regesto in questione scampò miracolosamente alla completa distruzione e la lettera di Federico II a Riccardo di Montefuscolo fu riconosciuta e ripubblicata nel 1786 da un certo Gaetano Carcani.

Vista di Castel del Monte dall'alto
Vista di Castel del Monte dall’alto

Lo stralcio ripubblicato era il seguente: «Fridericus II, Romanorum imperator Ierusalem et Siciliae Rex, R. de Montefuscolo, Iustitiario Capitanatae…cum castro, quod apud Sanctam Mariam de Monte fieri volumus… instanter fieri velimus actractum, fidelitati tuae precipiendo mandamus quatenus actractum ipsum in calce, lapidibus et omnibus aliis opportunis fieri facias sine mora… Datum Augubi XXVIII Ianuari 1240». L’interpretazione del Prof. Napolitano suona come segue: «Federico II, Imperatore dei Romani, re di Gerusalemme e di Sicilia, a R. di Montefuscolo, giustiziere di Capitanata…volendo istantaneamente che si faccia l’acquisto per il materiale per il Castello, che presso Santa Maria del Monte vogliamo che sia costruito, benché esso non appartenga alla tua giurisdizione, pure affidiamo alla tua fedeltà l’incarico di fare senza indugio detto acquisto di calce, di pietre e di tutte le altre cose opportune, tenendoci sempre informati di quanto farai… Gubbio 28 gennaio 1240». Essendo il documento in latino medievale, molto controversa è stata la traduzione: il termine «actractus» è stato tradotto, nel caso appena citato, come “materiale da costruzione”; in realtà il vocabolo latino ha subito, nel corso dei secoli, una sorta di manipolazione e la sua traduzione è stata oggetto di numerosi studi.

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Castel del Monte
Ettari di solitaria campagna intorno… e all’improvviso la genialità dell’uomo

L’origine dell’edificio si colloca quindi ufficialmente il 28 gennaio 1240, quando Federico II Hohenstaufen ordinò a Riccardo da Montefuscolo, Giustiziere di Capitanata, che venissero predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi scomparsa). Questa data, tuttavia, non è accettata da tutti gli studiosi: secondo alcuni, infatti, la costruzione del castello in quella data era già giunta alle coperture (Cfr.: Il mandato del 28 (29) gennaio del 1240: incongruenze e conclusioni).

Incerta è anche l’attribuzione a un preciso architetto: alcuni riconducono l’opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che a ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Pare che fu costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna. Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l’edificio non era ancora terminato.

Federico II nasce a Jesi sotto una tenda attrezzata, collocata nella piazza principale di Jesi. Immagine tratta dalla "Cronica figurata di Giovanni Villani".
Federico II nasce a Jesi sotto una tenda attrezzata, collocata nella piazza principale di Jesi. Immagine tratta dalla “Cronica figurata di Giovanni Villani”.
Fra i «grandi» che costellano la plurimillenaria storia dell’uomo, i capi e i condottieri di popoli e di Nazioni, un posto di primo piano spetta senza dubbio a Federico II di Svevia, Sovrano di Sicilia, d’Italia, di Germania e di Gerusalemme. Tra i vari titoli che gli si possono attribuire forse il più adatto, nella sua concisione e completezza, è quello che gli diedero i contemporanei: «stupor mundi», cioè «meraviglia del mondo». E, veramente, nessun altro uomo del suo tempo poté dirsi pari a lui per ingegno, lungimiranza e cultura. Questo Sovrano italianissimo nasce il 26 dicembre 1194 a Jesi, nelle Marche (provincia di Ancona). Suo padre Enrico VI Hohenstaufen, figlio del celebre Barbarossa, è Imperatore di Germania; sua madre Costanza d’Altavilla, è Regina sul trono normanno di Sicilia: egli assommerà in sé entrambe le corone.
FONTE WEB: FEDERICO II, IL PIÙ GRANDE SOVRANO DELL’ITALIA MERIDIONALE

Risulta difficile e quasi non verosimile considerare l’opera di Castel del Monte commissionata da una figura diversa di FedericoII di Hohenstaufen “stupor mundi”, tra i principi della terra il più grande, figura misteriosa, amata e odiata ma soprattutto dominante del XIII secolo. Studiando la sua persona, i suoi anni di regno, ma soprattutto le sue passioni la sua vita di corte, Castel del Monte diviene parte inscindibile della sua immagine.

Secondo la dottrina di Confucio, il Signore del Cielo (Dio) manda di tanto in tanto ‘figli del Cielo’ in vari luoghi per riportare l’ordine cosmico della Legge Divina del Dao (Dio), ed essi possono essere tanto dei santi lontani dalla società, quanto santi dentro la società. Federico II di Svevia, Eroico Santo Imperatore d’Europa è di certo un onorabile uomo nobile che avrebbe amato anche Confucio. Molte sono state le intuizioni e le realizzazioni di quest’uomo, lo stupor mundi, ma non v’è dubbio sul fatto che Castel del Monte sia “L’UNICUM”, che accorpa in sé tutta la straordinarietà di un Grande Uomo, che amò l’Apulia, terra che si nutre ancora oggi del suo mito e della sua leggenda.

Molte sono le concezioni sulle ragioni che spinsero Federico II, ad erigere questo castello che «in apparenza contraddice ogni elementare regola sulla edificazione di castelli; infatti non è presente un fossato, né un ponte levatoio, mancano sotterranei in cui rinchiudere i prigionieri e lo spazio per le guarnigioni del sovrano, inoltre le ampie finestre del piano superiore costituiscono facile bersaglio per chiunque volesse attaccare; in mancanza di ciò però ci sono ampie sale dotate di ogni lusso, servizi igienici, alti camini per riscaldare gli ambienti più riservati, il tutto impreziosito da marmi che abbelliscono le pareti. Tutto è basato su quel numero magico, l’otto, che cerca di avvicinarsi sempre più alla quadratura del cerchio per fondere le due figure geometriche simboli del cielo e della terra» (Castel del Monte di Andrea Romanazzi)

In Castel del Monte nulla è stato lasciato al caso anche il più piccolo pezzo di roccia è stato inserito in uno schema logico e razionale, in un secolo XIII dove attraverso l’architettura si trasmettevano messaggi in codice racchiusi nel castello ancor oggi irrisolti. Il numero pietrificato, trasformato in forma e reso immortale è il numero “otto”.

Chiave di volta della sala VII al piano terra, con fauno dalle grandi orecchie avvolto da pampini, foto di Alberto Gentile.
Chiave di volta della sala VII al piano terra, con fauno dalle grandi orecchie avvolto da pampini, foto di Alberto Gentile.
Fonte Web: Stupor Mundi

Ma allora, è un castello? Malgrado sia comunemente definito “castello”, l’esatta funzione dell’imponente edificio è tuttora sconosciuta. Privo dal punto di vista architettonico di elementi tipicamente militari e di fossati, posto in una posizione non strategica, in realtà l’edificio non fu probabilmente una fortezza.

Anche l’ipotesi che fosse una residenza di caccia, attività assai amata dal sovrano, è messa in discussione dalla presenza di fini ornamenti e dall’assenza di stalle e altri ambienti tipici delle residenze di caccia. A causa dei forti simbolismi di cui è intrisa, è stato ipotizzato che la costruzione potesse essere una sorta di tempio, o forse una sorta di tempio del sapere, in cui dedicarsi indisturbati allo studio delle scienze (Cfr. Aldo Tavolaro, Castel del Monte scrigno esoterico, 1991). In ogni caso si rivela come un’opera architettonica grandiosa, sintesi di raffinate conoscenze matematiche, geometriche ed astronomiche.

CASTEL DEL MONTE Acquaforte di fine '800 Molte sono state le intuizioni e le realizzazioni dello stupor mundi, ma non v'è dubbio sul fatto che Castel del Monte sia "L'UNICUM", che accorpa in sè tutta la straordinarietà di un Grande Uomo, che amò l'Apulia, terra che si nutre ancora oggi del suo mito e della sua leggenda.
CASTEL DEL MONTE
Acquaforte di fine ‘800
Molte sono state le intuizioni e le realizzazioni dello stupor mundi, ma non v’è dubbio sul fatto che Castel del Monte sia “L’UNICUM”, che accorpa in sè tutta la straordinarietà di un Grande Uomo, che amò l’Apulia, terra che si nutre ancora oggi del suo mito e della sua leggenda.

Questo insolito antico manufatto edile è composto da otto torri poste esattamente sui vertici di un ottagono che sopravanzano rispetto ai relativi lati. Affascinante il resoconto peculiarmente esoterico eseguito con cura da un autore presente nel web, Andrea Romanazzi, perché vi si trovano concezioni di ordine ermetico assai utili per convalidare alcune argomentazioni edotte da Gaetano Barbella, nel suo saggio “I SEGNI DELLA TERRA“. Romanazzi così descrive Castel del Monte: «Da sempre, tra tutti i simboli, è il cerchio che rappresenta la perfezione, il divino. Se guardiamo agli edifici sacri vediamo che molti di essi sorgono su base quadrata, poi il loro perimetro si trasforma in ottagonale ed infine sono chiusi da una semisfera ispirata dalla volta celeste. L’ottagono, dunque, è il passaggio dalla terra al cielo, la via per avvicinarsi alla divinità e la forma che più di tutte può canalizzare le energie nascoste. Il cerchio è figura sacra anche in oriente. Mandala in sanscrito vuol dire cerchio e questo è il simbolo che indica sempre nel culto solare dei primitivi o nelle religioni moderne, nei miti o nei sogni, nei motivi mandala dei monaci tibetani o dei mistici islamici, nei rosoni delle cattedrali  il divino e la sua ricerca. Alla luce di queste sintetiche note a Castel del Monte per molti appare come un simbolo, ovvero un Mandala di pietra, un edificio sacro che riassume il pensiero federiciano». 

Suggestiva visione di Castel del Monte (foto di Toti Calò)
Suggestiva visione di Castel del Monte (foto di Toti Calò)
A Castel del Monte si arriva dall’autostrada A16 Bari-Canosa, uscita Andria-Barletta; quindi percorrendo la provinciale 170 per circa 18 chilometri. I centri più vicini sono Andria (km 18), Ruvo (km 21), Corato (km 21) e Minervino Murge (km 24). Avvicinandosi al sito, il castello emerge in una spettacolare solitudine dominando, dall’alto dei suoi 540 metri s.l.m., una vasta zona della Puglia e della Basilicata.
FONTE WEB: STUPORMUNDI
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L’imperatore Federico II, il figlio del terribile Enrico VI di Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla, erede del regno normanno di Sicilia. Non per scelta ma per via delle doglie che colgono sua madre mentre è a Jesi dove il sovrano viene al mondo il 26 dicembre 1194. Personaggio incredibile, complesso e difficile da cogliere nella sua interezza. Multiforme e poliedrico, statista consumato, legislatore accorto, intellettuale di vasto respiro, poliglotta, uomo di eccezionale carisma, Imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia.

A confermare la segretezza della progettazione del castello, a differenza di tutti gli altri costruiti dal sovrano è la scarsità di documenti che lo caratterizza. Federico II nel gennaio del 1240 si trovava a Gubbio quando scrisse una lettera a Riccardo di Montefuscolo che era giustiziere di Capitanata. La lettera incomincia così: “… anche se tu non sei competente per territorio  guarda di approntare il materiale per ‘l’actractus’ del castello”. ‘Actractus’ è una  parola del latino  medievale. Un  glossarista del ‘600  traduce actractus come recinto. A seguito di alcune ricerche il prof. Tavolaro ha reperito altre lettere scritte da Federico II, nelle quali ‘actractus’ si potrebbe leggere come cantiere, quindi questa lettera è l’unica testimonianza scritta che noi abbiamo che Federico II abbia avuto a che fare con Castel del Monte.

La costruzione di Castel del Monte nasconde numerosi segreti ma l’unico messaggio visibile a tutti è quello tramandato con la geometria delle sue forme. Ma l’edificio, oltre a essere un esempio di costruzione precisa, è carico di simbolismi che hanno appassionato numerosi studiosi. L’ottagono su cui è basata la pianta del complesso e dei suoi elementi è una forma geometrica fortemente simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, che rappresenta l’infinità del cielo, e quindi segnerebbe il passaggio dell’uno all’altro. La scelta dell’ottagono potrebbe derivare dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana.

Castel del Monte - Planimetria
Castel del Monte – Planimetria

Castel del Monte è caratterizzato da una pianta ottagonale circondata da otto torri ottagonali, con otto sale al piano inferiore ed otto sale al piano superiore e con un cortile interno ottagonale al centro del quale vi era una vasca ottagonale. La forma ottagonale è il simbolo della resurrezione, la forma ottagonale è usata in edifici dal significato cosmico. Molti sono i templi religiosi dove è presente una forma quadrata sormontata da una forma sferica, la terra e il cielo, la terra data dal quadrato e il cielo dato dalla forma circolare. Spesso tra queste 2 figure si pone la forma dell’ottagono, infatti la cupola non poggia direttamente sulla base quadrata ma bensì sulla forma ottagonale, infatti il quadrato simboleggia la terra, l’ottagono l’uomo, il cerchio il cielo.

La figura geometrica dell’ottagono ma anche il numero otto ha carattere di mediazione tra la terra e il cielo, tra il quadrato e il cielo. Il numero otto, segno di pace quaterna bis, segno di resurrezione. Il vescovo di Milano Ambrogio introdusse la forma dell’ottagono per i battisteri  per sottolineare  il significato della cerimonia del battesimo l’unione dell’infinito DIO, con il finito l’uomo.

Aquisgrana, Cappella Palatina
Aquisgrana, Cappella Palatina

Battisteri, basiliche dalla forma ottagonale, la moschea di Omar o cupola della roccia visitata da Federico II durante il suo viaggio a Gerusalemme, la cappella di Aquisgrana dalla forma ottagonale dove Federico II fu incoronato imperatore, la chiesa del tempio di Londra costruita nel 1160, chiesa templare, anch’essa ottagonale. Il numero otto, il numero cardine dell’autorità universale, il numero sempre in rapporto con l’infinito e la morte, il numero che compare innumerevoli volte nella costruzione di Castel del Monte.

In Castel del Monte: 8 fiori quadrifogli  sulla cornice destra del timpano sul portale, 8 fiori quadrifogli sulla cornice sinistra del timpano sul portale, 8 fiori quadrifogli sulla cornice inferiore sullo spazio di ingresso, 8 foglie sui capitelli per tutte le  colonne del piano terra e del primo piano, 8 foglie sulla chiave di volta, 8 petali al fiore della chiave di volta, 8 foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala piano terra, 8 foglie di girasole sulla chiave di volta della quarta sala, 8 foglie e 8 petali sulla chiave di volta della quinta sala,  8 foglie di acanto sulla chiave di volta dell’ottava sala, 8 foglie di fico sulla chiave di volta della sala ottava del primo piano, il numero 8 ripetuto in ogni particolare della sua architettura è presente in infiniti particolari all’interno di Castel del Monte.

Castel del Monte - Cortile interno
Castel del Monte – Cortile interno

L’intera costruzione è intrisa di forti simboli astrologici e la sua posizione è studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione. A mezzogiorno dell’equinozio di autunno, ad esempio, le ombre delle mura raggiungono perfettamente la lunghezza del cortile interno, ed esattamente un mese dopo coprono anche l’intera lunghezza delle stanze. Due volte l’anno (l’8 aprile e l’8 ottobre, ed ottobre in quel tempo era considerato l’ottavo mese dell’anno), inoltre, un raggio di sole entra dalla finestra nella parete sudorientale e, attraversando la finestra che si rivolge al cortile interno, illumina una porzione di muro dove prima era scolpito un bassorilievo (Cfr. Aldo Tavolaro, Elementi di astronomia nell’architettura di Castel del Monte, 1975) .

Castel del Monte - Portale
Castel del Monte – Portale

Sulle due colonne che fiancheggiano il portale di ingresso sono accovacciati due leoni, quello di destra che guarda verso sinistra e viceversa, rivolti verso i punti dell’orizzonte in cui il sole sorge nei due solstizi d’estate e d’inverno. Si può notare un’altra particolarità nell’edificio: alle cinque cisterne d’acqua presenti sotto le torri, si collegano idealmente cinque camini all’interno. È stato notato come l’edificio, visto da lontano, appaia molto simile ad una corona e, in particolare, quella con cui fu incoronato Federico II stesso (anch’essa ottagonale).

L’architettura di Castel del Monte è gotica, ma del portale si è sempre detto che unisce reminiscenze classiche ad anticipazioni rinascimentali. Queste le dotte parole degli storici dell’arte, ma il portale di Castel del Monte lo si può vedere anche con una una stella a cinque punte sovrapposta, più precisamente un regolarissimo pentagono stellato che detta le proporzioni della costruzione. Infatti si nota subito che le due punte in basso della stella cadono a livello e a metà delle basi delle pseudo-colonne o lesene.

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Disegno del Portale di Castel del Monte
Il disegno del portale di Castel del Monte, esempio di architettura gotica in Puglia, fatto costruire da Federico II di Svevia nel 1240. La forma del portale, secondo l’interpretazione esoterica di Aldo Tavolaro, deriva dal pentagono stellato e dalla sua scomposizione secondo il numero d’oro, 1,618.

Il disegno del portale di Castel del Monte, scaturisce dal pentagono stellato e dalla sua scomposizione secondo il numero d’oro, 1.618. Esso ha dei punti salienti che coincidono con i vertici di un pentagono. Per ottenere ciò è necessario che concorrano più elementi con particolari dimensioni come: la distanza delle due colonne, l’angolo del timpano, l’altezza del vertice del timpano; solo con le condizioni suddette è possibile tracciare un pentagono e dunque si può pensare che questo sia stato voluto. A confermare questa ipotesi concorrono molte altre combinazioni geometriche e planetarie che si trovano nel Castel del Monte. Per es. i solstizi e gli equinozi sono segnalati dall’ombra del tetto sui punti salienti; nel perimetro esterno si possono inscrivere rettangoli il cui rapporto dei lati è “aureo”, i punti dove il sole sorge e tramonta ai solstizi formano un rettangolo in proporzione aurea (questo avviene solo alla latitudine dove è situato il castello).

Il rapporto tra gli elementi, sempre di 1.6, fa sì che ci sia una giusta proporzione, per esempio, tra la larghezza e l’altezza delle aperture o tra un cerchio di pietre e l’altro. Questo fa sì che stando dentro al monumento ci si senta a proprio agio e non si avverta minimamente l’incombenza della struttura, come ci si potrebbe aspettare, data la mole delle pietre che lo compongono.

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Nella chiave di volta della settima sala del primo piano di Castel del Monte, domina quello che viene presentato ai visitatori come “un fauno”. Molti sostengono invece che sia il Baphomet, ovvero la divinità dei templari dalle fattezze tenute sempre segrete. Un volto terribile, con chioma e barba fiammate dalle quali sporgono due strane orecchie spesso scambiate per corna.

La visita alla struttura è ricca di fascino e curiosità. Il visitatore entra in contatto con l’essenza mistica che aleggia nel Castello, scoprendo un luogo intriso di storia, magia e sacralità. E’ uno dei monumenti più visitato in Italia e in Europa, sia per la sua bellezza artistica, quanto per il mistero che tutt’ora lo avvolge. Quello che colpisce maggiormente entrando all’interno del castello, oltre al numero 8 che compare innumerevoli volte, è il numero 3, quello della perfezione: appena entrati si possono notare infatti 3 rosoni e 3 bifere mentre sul muro alla destra del portone d’ingresso si nota il triangolo pitagorico.

Il primo piano è avvolto nel buio. Sulla parete della prima stanza c’è una figura con le orecchie d’asino. Viene presentato ai visitatori come un fauno. Passando all’ambiente successivo si entra invece nella camera araba detta anche “camera dei cerchi” che simboleggiano i 4 elementi naturali (acqua, fuoco, terra e acqua”). Anche il cerchio quindi entra di diritto tra le figure simboliche insieme all’ottagono: non a caso in Oriente il cerchio è considerato una figura magica da cui si trae l’essenza e la forza mistica. Si passa così al secondo piano, quello della luce: e qui si troviamo 8 stanze lungo cui corrono dei sedili di marmo. Ora visto lo spazio ristretto è impossibile ipotizzare che in quegli spazi vi fossero dei tavoli per i banchetti o per feste regali, l’unica soluzione plausibile è che i sedili simboleggino la fase dell’insegnamento e che ognuno rappresenti una materia particolare da imparare: alchimia, chimica e altro. Non è un caso che sulla tromba delle scale e in altre camere si trovi la rosa, il simbolo della conoscenza e di Sirio. Importante inoltre è anche la torre astronomica che conserva ancora una cisterna d’acqua e che, simbolicamente, rappresenta l’unione tra terra e cielo. Se a questi si aggiungono i 5 camini sparsi qua e là i 4 elementi della natura ci sono tutti. A questo punto il valore religioso del castello si rafforza ulteriormente e rende plausibile un suo utilizzo come tempio sacro o come luogo spirituale di essenze mistiche. Le camere a pian terreno e quelle superiori, sono piene zeppe di significati ermetici.

Castel del Monte Cartolina degli inizi del '900
Castel del Monte
Cartolina degli inizi del ‘900

Conclusione – Castel del Monte ha subito il destino di tanti edifici importantissimi dell’antichità classica che sono studiati da storici, architetti, semplici osservatori, sulla base di presupposti e convincimenti assai diversi tra loro, a volte inconciliabili: alcuni lo vedono “semplicemente” come un edificio magnifico, un capolavoro di stile, una comoda magione, altri lo considerano un tempio di elevatissima spiritualità, un libro esoterico, la summa della conoscenza iniziatica. Da un lato ci sono gli storici di professione”, che considerano Castel del Monte un edificio di ottima fattura, congeniale alla vita di Federico II che vedeva nella Puglia l’ambiente ideale per svolgere le funzioni di Stato e per dare sfogo alle sue passioni: la caccia, l’amore, la buona cucina… Dall’altro lato c’è una schiera di scrittori i quali affermano che Castel del Monte è stato ed è una costruzione ricca di riferimenti astrali e di significati simbolici che lo riconducono ad un’espressione della più eletta cultura medievale collegata alla tradizione esoterica dei Templari e delle sette iniziate ai Misteri d’Oriente. Fra essi è sufficiente citare due recenti scrittori: Aldo Tavolaro e Giuseppe Sciannamea. Ma certo l’elenco dovrebbe essere molto più lungo.

Quello stupendo manufatto, eretto senza alcuna apparente ragione di funzionalità umana, in un luogo lontano dalle dinamiche terrene, miracolosamente sopravvissuto alle intemperie, alle guerre, alla furia distruttrice degli uomini… contiene un messaggio ad oggi non ancora svelato. Ed è forse questo enigma irrisolto, che fa convergere molti visitatori ogni anno su quel luogo magico…