Molfetta e "la Mêdónne du tremelìzze"

Molfetta e “la Mêdónne du tremelìzze”

Le ricorrenze e le feste religiose, scandiscono il procedere dell’intero anno. I molfettesi hanno, da sempre, suddiviso le festività in due categorie: le più importanti (re fìeste grênne) e le meno importanti (re fìeste peccenènne). A quest’ultima categoria appartiene la festa della “Mêdónne du tremelìzze”una ricorrenza che rievoca l’alba dell’11 maggio 1560, quando la città fu scossa da una potente scossa di terremoto senza riportare danni grazie all’intercessione della Madonna dei Martiri, questo almeno secondo la tradizione popolare. 

La Regina dei Martiri, compatrona e protettrice di Molfetta, Ph Maria Cappelluti
Icona Bizantina venerata a Molfetta nella Basilica della Madonna dei Martiri

L’11 maggio di ogni anno, Molfetta celebra la sua Patrona con il titolo di “Mêdónne du tremelìzze”ossia Madonna del terremoto. Si ricorda, infatti, in questo giorno, la potente scossa tellurica che coinvolse diverse città pugliesi all’alba dell’11 maggio 1560: tra le tante, le vicine Barletta e Bisceglie riportarono danni ingenti per quanto riguarda gli edifici e, soprattutto, annoverarono un gran numero di vittime. Molfetta restò illesa e nessuno perse la vita. Per i suoi abitanti fu un vero e proprio miracolo.

Nel panico, nell’agitazione di quel momento, subito dopo il terremoto, tutti i molfettesi si radunarono nell’antico borgo (attualmente Corso Dante) e, con l’allora vescovo Mons. Nicola Maiorano, si diressero verso il Santuario della Madonna dei Martiri, in un clima di preghiera collettiva, invocando la potente intercessione della Madre Celeste affinché risparmiasse i suoi figli devoti. In quella occasione, si fece voto che ogni anno, l’11 maggio, il Capitolo Cattedrale, accompagnato dai fedeli, si recasse in devoto pellegrinaggio al Santuario per ricordare l’evento e ringraziare la Vergine dei Martiri.

In quel lontano 1560, l’Università di Molfetta deliberò di porre l’immagine della Madonna sullo stemma cittadino, che si può osservare in Via Piazza, nella città antica.
In occasione della festa della “Madonna del terremoto”, l’Icona bizantina, venerata nella Basilica dedicata alla Madonna, viene consegnata ad una parrocchia della città, per far ritorno poi, l’11 maggio, al suo Santuario. E’ costumanza che ogni anno le comunità parrocchiali, a turno, facciano dono dell’olio che alimenta la lampada votiva che arde incessantemente, per tutto l’anno, di fronte alla statua della Madonna in Basilica. Al sindaco della nostra città, ogni anno, viene affidato il compito di accendere la suddetta lampada
Nel 1957, la Civica Amministrazione per meglio esternare i sentimenti del popolo molfettese, fece erigere sul litorale ovest, sulla strada statale per Bisceglie, una edicola votiva a perenne ricordo del disastroso terremoto e del divino miracolo. L’edicola, realizzata in pietra, su disegno dello scultore Giulio Cozzoli, racchiude un dipinto su legno, tempo addietro restaurato dal prof. Gabriele Poli, raffigurante la  Madonna dei Martiri.

Sebbene siano passati oltre quattro secoli dallo storico evento, ancora oggi, in adempimento del voto fatto dai nostri avi, si celebra presso la Basilica un triduo commemorativo nei tre giorni che precedono la data dell’avvenuto  terremoto. Tutt’oggi viene portata in processione l’icona della Madonna dei Martiri; il devoto pellegrinaggio ha inizio da una parrocchia scelta annualmente e, seguito dai rappresentanti della Civica Amministrazione, termina sul sagrato della basilica.

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