Cosa manca davvero a Molfetta per diventare una città di alto livello?

Cosa manca davvero a Molfetta per diventare una città di alto livello?

Cosa manca davvero a Molfetta per diventare una città di alto livello? I requisiti ci sono tutti (potenzialità, tradizione e mezzi), ma manca la qualità più importante: l’etica del cittadino civile.

Molfetta, Corso Dante negli anni ’70
Molftetta, Corso Dante “oggi”… Ph Dario Lazzaro Palombella

Partiamo dal presupposto che sono completamente votato al “credo” che in medio stat virtus e quindi vado poco d’accordo con rivoluzioni e stravolgimenti radicali, sia nella mia sfera personale sia nelle idee che ho a riguardo della cosa pubblica. Quello che voglio dire con queste righe che mi accingo a scrivere però contraddice quello che ho appena detto. Infatti credo che a Molfetta e, più in generale, al sud si necessiti fortemente di un cambiamento paradigmatico totale.

Mi spiego meglio. Mi sono reso conto che l’unica differenza tra noi del sud e la gente del nord sta nel concetto diverso che abbiamo di civiltà. Faccio un esempio. Trovo un pedone che getta a terra un rifiuto: al sud non mi sogno neanche che qualcuno possa dargli la multa, a nord la multa è praticamente assicurata. Ma, al di là del fatto che il settentrionale è educato a rispettare le regole perché se le infrange viene punito severamente, è l’idea di civiltà che c’è dietro a chi multa che è totalmente diversa, piuttosto che quella che c’è dietro a chi è multato. Lo so che questo è un esempio di cui, a dir poco, si abusa però rende perfettamente l’idea del “quid” che manca a Molfetta per fare il salto di qualità e diventare una città di alto livello.

Fintantoché non capiremo che la prima cosa da fare quando abbiamo un divieto non è aggirarlo truffaldinamente bensì rispettarlo, potremmo solo sognarci di raggiungere lo stato di città di alto livello. Manca a noi cittadini una qualità, che io definirei come ETICA, che, in sostanza, non è altro che la capacità di comprendere le regole che ci vengono imposte dall’esterno, rispettarle e insegnare agli altri a rispettarle. Una persona che io definirei eticamente corretta non è quella che ubbidisce ciecamente a tutte le regole ma colui/colei che comprende a fondo il significato di una regola e poi è pronto ad insegnarla. E vi posso assicurare che noi meridionali (leggasi molfettesi) non siamo affatto stupidi da non comprendere le regole però non possediamo il concetto di etica appena definito e fatichiamo a mandare avanti la nostra città come dovrebbe.

Ovviamente non intendo generalizzare il concetto per ogni singolo cittadino meridionale o molfettese, perché il mio discorso è incentrato sulla tendenza generale della società. Infatti se si guarda la società nella sua interezza la differenza traspare in maniera nitida. La colpa viene data, come direbbe il numero 10 della Roma, “ar sistema” cioè “tutti fanno così, anche io faccio così”, senza capire che andando avanti così si può solo che peggiorare.

È piccola la riflessione da fare affinché davvero tutto cambi, e vi assicuro che non sto affatto esagerando. È la “mancanza di etica” (espressione grammaticamente terrificante ma è quella che rende meglio l’idea) che tendenzialmente ci fa anche perdere la cognizione dello sguardo nel futuro per migliorare la nostra città. Ovvero ci si scontra sull’apparenza ma la sostanza, l’innovazione che ci porterebbe a migliorare tendiamo a perderla di vista. Basterebbe una piccola riflessione a capire che innovarsi e migliorare non può far altro che innovare e migliorare la nostra città.

Ci sono due esempi clamorosi che mi vengono in mente, da prendere con le debite proporzioni perché di “dimensioni” diametralmente opposte: il porto e la raccolta differenziata. Se invece di scontrarsi sull’aspetto “esteriore” della questione ci si scontrasse, in maniera costruttiva, sul nocciolo della stessa, indubbiamente oggi staremmo parlando di porto all’avanguardia e di città pulita. Invece no, non lo facciamo e diamo adito a dei corrotti di fermare tutto e a dei furbi stupidi di riempire la testa dei cittadini meno istruiti con cose senza senso. E qui non si tratta neanche di essere di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, si tratta di essere cittadini attivi ed eticamente corretti che si impegnano per mandare avanti al meglio la società. A partire dai dipendenti pubblici ai manovali, dai liberi professionisti ai disoccupati: se non impariamo a cambiare non possiamo far altro che peggiorare. E ve lo dice uno che, anche se giovane, tende a essere abbastanza conservatore e tradizionalista.

Probabilmente vi avrò annoiato o addirittura chi legge l’articolo mi deriderà o mi darà dello stupido però davvero vi chiedo di leggerlo con una mente critica e cercare di trarne il più possibile per migliorare.

By Magic Junior

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