Molfetta nel passato: la commemorazione dei defunti
giovedì 23 novembre 2017

Molfetta nel passato: la commemorazione dei defunti

La commemorazione dei defunti, che si celebra nel giorno che segue la festa di Ognissanti, ovverosia il 2 novembre, è una ricorrenza della Chiesa cattolica che nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava tutti i morti, dapprima nelle settimane che precedevano la Santa Quaresima, poi a novembre. Entra ufficialmente tra le festività della Chiesa cattolica nel XIV secolo.

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Confratello dell’Arciconfraternita della Morte

Molti anni addietro a Molfetta, l’Arciconfraternita della Morte esternava in suffragio dei defunti una singolare consuetudine: nel pomeriggio del 1° novembre (festa di tutti i Santi) si aggirava per le vie della città un confratello munito di vestiario dell’Arciconfraternita (comunemente chiamato “fratellone”) che chiedeva le oblazioni per l’anima dei morti. Il confratello era accompagnato da un ragazzino  che agitava ritmicamente un campanaccio per attirare l’attenzione della gente.

Il confratello custodiva in mano un cassettino in cui raccoglieva le oblazioni degli offerenti per le anime morti. L’eco di quel campanaccio destava un certo senso di angoscia e tristezza nell’animo dei molfettesi, perché annunciava il sopraggiungere di un giorno diverso da tutti gli altri, triste, mesto, ossia quello della commemorazione dei defunti. Con il calar del sole, l’atmosfera diventava sempre più suggestiva.

Quel “fratellone”, purtroppo, non si aggira più per le vie della nostra città. Tale consuetudine fu soppressa nel 1968.
Questa tradizione, precedeva il tradizionale ottavario per i defunti presso la chiesa del Purgatorio (Chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti). L’ottavario per i defunti è un’antica consuetudine che consiste nel suffragare, per otto giorni consecutivi, le anime del Purgatorio con preghiere, con la confessione, con la comunione e opere di carità.
L’ottavario per i defunti è un’antica consuetudine che consiste nel suffragare, per otto giorni consecutivi, le anime del Purgatorio con preghiere, con la confessione, con la comunione e opere di carità. Ma perché “ottavario”?

L’origine di tale pratica, come si legge dai testi del prof. Cosmo Tridente, è da attribuire a San Nicola da Tolentino, frate agostiniano vissuto nel XIII secolo. Una notte pare che il frate si trovasse in un convento agostiniano presso Pesaro e mentre dormiva, in sogno sentì una voce che lo chiamava lamentandosi: “Frate Nicola, uomo di Dio, guardami. Sono frate Pellegrino da Osimo che da vivo hai conosciuto. Sono tormentato in questa fiamma. Dio, accettando la mia contrizione, non mi ha condannato alla pena eterna ma per sua misericordia alla pena del Purgatorio. Ti prego dunque umilmente di celebrare la Messa dei defunti per liberarmi da queste fiamme”.

Nicola però, poco convinto, gli rispose: “Ti aiuti, fratello, il mio Salvatore dal cui sangue sei stato salvato; ma io, sono incaricato di celebrare la Messa conventuale, soprattutto domani che è domenica, il cui rito liturgico si deve rispettare, non posso celebrare la Messa dei defunti”.
Ma frate Pellegrino non si arrese: “Vieni, venerando padre, vieni e considera se ti sembra conveniente respingere senza pietà l’appello di tanta misera gente che mi ha mandato”. E gli mostrò la pianura verso Pesaro piena di gente. Poi aggiunse: “Abbi pietà, Padre, di una moltitudine tanto misera che aspetta il tuo aiuto tanto utile. Infatti, se vorrai celebrare per noi, la maggior parte di noi sarà liberata da questi atroci tormenti”.

Risvegliatosi, Nicola cominciò a pregare, e poi chiese il permesso, concesso, al priore di celebrare per tutta la settimana la Messa per le anime del Purgatorio. Trascorsa quella settimana, frate Pellegrino gli apparve di nuovo, ringraziandolo per averlo sottratto dal Purgatorio e riferendogli che gran parte delle persone che aveva visto in sogno nella piana di Pesaro già godevano della gloria di Dio.

Nell’ottavario, la Chiesa raccomanda ai fedeli di pregare il Signore affinché ascolti la voce di chi invoca clemenza: De profundis clamavi ad te, Domine: Domine exaudi vocem meam, (salmo 129 ) o misericordia: Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam ( salmo 50).

Oggi il solenne Ottavario per i defunti viene celebrato dal 26 ottobre al 2 novembre, oppure dal 2 al 9 novembre, soprattutto dalle confraternite della morte. 

Forse molti non sanno che ci sono antiche credenze popolari legate a questo giorno: si dovrebbe lasciare accesa una luce soffusa e tavolo apparecchiato come se dovessimo accogliere i nostri cari . Anche il melograno è legato alla credenza: i chicchi rappresentano le anime dei nostri defunti. Fino a non molti anni fa, anche i pescatori si astenevano dal pescare: temevano di trovare dei teschi nelle reti. Fantasie popolari o altro?
By Angy Modugno

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