Si avvicina il tempo della quaresima: il rito della Croce
venerdì 23 febbraio 2018

Si avvicina il tempo della quaresima: il rito della Croce

Allo scoccare della mezzanotte del Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevalementre si concludono veglioni e feste in maschera, risuonano i trentatré rintocchi a morto del campanone della Cattedrale e dalla Chiesa del Purgatorio esce una Croce. Primo rito della Quaresima, molto sentito e partecipato, quello della “processione della Croce” che si compie a Molfetta nelle prime ore del mattino del Mercoledì delle “Ceneri”

L’uscita dalla Chiesa del Purgatorio della Croce processionale che apre la Quaresima a Molfetta. Ph Leonardo Piccinni
Molfetta, processione della Croce. Ph Leonardo Piccinni

Tutto inizia allo scoccare della mezzanotte tra l’ultimo giorno di Carnevale ed il primo di Quaresima, il mercoledì delle Ceneri, quando dalla Chiesa del Purgatorio esce una grande croce latina di legno nero che reca, al punto d’incrocio del braccio verticale con quello orizzontale, un tondo con il volto di Cristo ancora vivente, con gli occhi aperti.

Questa Croce è la stessa che precede i sacri cortei processionali dell’Addolorata, il Venerdì di Passione, e della Pietà, il Sabato Santo, sorretta da un confratello incappucciato dell’Arciconfraternita della Morte, con a lato altri due che reggono ognuno un fanale.

Martedì sera, allo scoccare della mezzanotte, il popolo di Molfetta si stringerà attorno alla sua Croce secolare, partecipando sommessamente alla prima processione penitenziale della Quaresima e rispettandone i segni: sette saranno i confratelli incappucciati che usciranno dalla Chiesa come sette sono i Dolori di Maria. Trentatré, come gli anni di Cristo, saranno i lumi accesi sul sagrato della Chiesa e i funerei rintocchi del campanone della Cattedrale. Il percorso sarà quello delle processioni della Settimana Santa. In un tempo remoto non c’era un itinerario prestabilito e la processione si svolgeva nella quasi totale oscurità.

Dietro la Croce, i numerosissimi fedeli reciteranno preghiere e intoneranno un inno senza tempo: il “Vexilla regis prodeunt”.

Il corteo processionale, così come avviene per i cortei processionali della Settimana Santa, viene preannunciato dagli squilli mesti della tromba e dal rullo del tamburo dei componenti della bassa musica. A questi suoni risponde dolcemente il flauto che esegue una melodia orientaleggiante. Il corteo, quasi a luci spente, procede  seguendo un itinerario prestabilito, fino ai piedi del monumento gotico del Calvario dove il padre spirituale dell’Arciconfraternita della Morte tiene come ogni anno l’orazione che suggella la fine di questo rito molto suggestivo e l’inizio della Quaresima. Con questo rito ha inizio uno dei periodi dell’anno più intensi e carico di ricordi per i molfettesi.

Monumento gotico del Calvario, momento conclusivo della “Processione della Croce” a Molfetta. Ph Leonardo Piccinni

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