Talvolta è più piacevole, o più facile, essere illogici
domenica 17 dicembre 2017

Talvolta è più piacevole, o più facile, essere illogici

“Per difenderci dai manipolatori della pubblicità non possiamo razionalizzare tutti i nostri atti quotidiani. Una soluzione simile sarebbe non soltanto irrealizzabile, ma ben poco allettante. La vita diventerebbe davvero noiosa se fossimo costretti ad essere, 24 ore su 24, razionali e sensati. Talvolta è più piacevole, o più facile, essere illogici. Ma preferisco essere illogico di mia libera volontà, senza che nessuno mi ci induca con l’inganno.” Frase di Vance Packard

Vance Packard (Granville Summit, 22 maggio 1914 – Martha's Vineyard, 12 dicembre 1996) è stato un giornalista e sociologo statunitense di grande influenza nel suo tempo.
Vance Packard (Granville Summit, 22 maggio 1914 – Martha’s Vineyard, 12 dicembre 1996) è stato un giornalista e sociologo statunitense di grande influenza nel suo tempo.

Quando nel 1957 Vance Packard, quarantatreenne insegnante di giornalismo all’Università di New York, rivelò al grande pubblico americano e a quello di tutto il mondo che l’alleanza sempre più stretta tra analisi e pubblicità minacciava subdolamente, ma scientificamente, la libertà d’opinione su qualsiasi argomento, venne arruolato nella schiera dei più grandi allarmisti. I persuasori occulti è ancora oggi, a tanti anni di distanza, un testo urticante con cui fare i conti in un primo bilancio. Quante previsioni si sono avverate? Perché sì? Perché no?

Lo scambio di opinioni pacifico è d’obbligo perché intelligente, così come colui che accetta anche solo in parte un’opinione altrui. Spesso, per giustificarsi, attaccare sparando a zero su tutto e tutti viene considerato la migliore azione, anche se questo maschera il vero senso dell’agire stesso, ovvero l’incipiente. E’ facile dover fronteggiare chi crea il dissapore mimetizzando in un articolo quelle pubblicità occulte che Vance Packard più di mezzo secolo fa aveva già smascherarato.

“Povero sprovveduto” verrebbe voglia di esclamare. Se di sprovvedutezza trattasi, se non di schizofrenia incipiens. Scrive Jean Garrabé, a proposito della “schizofrenia incipiens”“La questione della cosiddetta schizofrenia incipiens si riferisce all’effettivo valore diagnostico dei sintomi prodromici. Questi possono essere considerati come altamente specifici, o al contrario come sostanzialmente vaghi. Molti autori occupano un ruolo fondamentale nello studio di questo genere particolare di fenomeni clinici, e hanno tentato di evidenziare i vari stadi prodromici della malattia. Tuttavia l’esordio della schizofrenia è a tutt’oggi una questione irrisolta. Di conseguenza, l’intervento effettuato prima dell’esordio su individui a rischio non è semplice da porre in atto, e richiede una particolare responsabilità etica.” 

by Guglielmo di Ockham

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