Tutto va ben, "madama la marchesa"
venerdì 19 gennaio 2018

Tutto va ben, “madama la marchesa”

I sostenitori del “tutto va bene”, generalmente, intonano il motivetto per camuffare il disastro, convincersi e convincere che sta andando tutto bene. Non è affatto così. A Molfetta un malcontento così generalizzato e trasversale non si era mai visto in così poco tempo. Tanti, tantissimi, sono oramai convinti di essere caduti dalla padella nella brace dopo le ultime elezioni comunali.

Dante e Virgilio dalla Muraglia della Città di Molfetta vedono una città avvolta dalle fiamme dell’Inferno. Una allegoria, la metafora di una città che forse è caduta dalla padella alla brace, dopo le ultime elezioni comunali.

Quelli che – come me – sono “diversamente giovani”, ricorderanno il leggendario “Carosello” che annunciava “l’ora di andare a nanna” ai bambini degli anni 60. Forse qualcuno di loro, ormai cresciutello, ricorderà una famosa pubblicità della Zoppas (sceneggiata da Vittorio Metz e Marcello Marchesi) dove un compassato maggiordomo (impersonato dall’attore Telegalli) duettava con “Madama la marchesa” (Germana Caroli) annunciandole, con delicatezza ed aplomb, ogni sorta di guai e di disgrazie, ma riuscendo, infine, a risollevarle il morale rassicurandola sul perfetto funzionamento dell’elettrodomestico. “Tutto va ben Madama la Marchesa, tutto va ben, tutto va ben” ripeteva il ritornello della canzoncina da cui aveva preso spunto la scenetta.

“Tout va très bien madame la Marquise”, è il ritornello di una canzoncina scritta nel 1934 dal compositore e paroliere francese, Paul Misraki entrato addirittura nel linguaggio comune, tradotto come “Tutto va ben, madama la marchesa” una canzone incisa negli anni 50 da Nunzio Filogamo, Riccardo Massucci, Giacomo Osella e Enrico Molinari.  

Nella divertente canzoncina “Tutto va ben, madama la marchesa…” si racconta di un compitissimo maggiordomo che rispondendo al telefono, rassicurava la sua padrona che al castello andava tutto bene, molto bene, a parte un piccolissimo incidente, la morte del cavallo. Alla successiva domanda della signora, il domestico spiegava che la morte era avvenuta per asfissia durante l’incendio delle scuderie ma, a parte questo, andava tutto a gonfie vele. Preoccupata la dama chiedeva come mai si fossero incendiate le scuderie sentendosi rispondere che l’incendio si era propagato dal castello in fiamme, ma, a parte questo, “tutto va ben madama la marchesa”. Ma come era accaduto l’incendio del castello? Perché i vecchi mobili avevano preso fuoco da uno dei ceri accanto al catafalco del signor Marchese che si era suicidato il giorno avanti. Ma “a parte questo, tutto va ben, madama la Marchesa”…

L’espressione “tutto va bene…”, è divenuta un esempio paradossale dell’abitudine (non sempre positiva) di minimizzare i problemi. Generalmente, i politici la intonano per camuffare disastri e convincere che tutto sta andando bene nonostante i disastri. Non è affatto così. Molfetta, in questo momento storico, non costituisce certo un’eccezione. A fronte di un malcontento generalizzato e trasversale come non si era mai visto i così poco tempo, ogni dì viene intonato il “tutto va bene…”. Il paradosso è che i più scontenti del “tutto va ben…”, sono “quelli che… obtorto collo”, sono imprigionati nel ruolo di sostenitori sol perché “è troppo presto ancora per mandare a casa un’Amministrazione”.  

La Regina di Saba

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