Un mistero la non ricandidatura del Senatore Azzollini

Un mistero l’esclusione del Senatore Azzollini dalla corsa per Palazzo Madama

Molfetta si prepara a una campagna elettorale arroventata, con poche certezze e tante sorprese, una su tutte: l’esclusione di Antonio Azzollini dalla corsa per Palazzo Madama.

               Antonio Azzollini con Carmela Minuto

La notizia che ha squarciato come un fulmine a ciel sereno il pomeriggio di lunedì scorso – una data da ricordare quella del 29 gennaio 2018 – è stata l’esclusione del Senatore Antonio Azzollini dalla corsa per Palazzo Madama dopo ben cinque legislature trascorse tra i velluti rossi e dodici anni di regno assoluto sugli innumerevoli tomi dei bilanci dello Stato, alla presidenza della 5ª Commissione permanente del Senato (Programmazione economica, bilancio), la commissione più impegnativa della Camera Alta della Repubblica Italiana. Una carriera incredibile bruscamente interrotta e pure in malo modo. Perché? Molti se lo stanno chiedendo a Molfetta e non solo. E qui, è proprio il caso di dire “gatta ci cova”. 

Una testata giornalistica locale ha azzardato l’ipotesi che si tratti di una incredibile messinscena. «Ricordatevi – scrive il giornalista, riferendosi al Senatore – che ha scelto il danno minore e alla guida del partito ha messo “una sua donna”, fedelissima dal 1993 e nell’altro schieramento una donna “amica”… che non è poco».  La politica, lo sappiamo, è il “regno del possibile”. Ci sono politici che sono veri campioni di machiavellismo per cui nulla si può escludere in maniera assoluta e aprioristicamente. Riteniamo però abbastanza paradossale questa interpretazione. L’ipotesi più plausibile è quella dell’imboscata tesa dai vertici regionali del centrodestra e concertata trasversalmente.

Il motivo ufficiale dell’esclusione dell’ex Sindaco di Molfetta non è noto, ma è evidente la volontà di sopprimere politicamente Azzollini attraverso una manovra evidentemente subdola ma ben architettata e orchestrata. Tra gli uscenti, Azzollini è tra i pochi a non essere stato riconfermato per la corsa a Palazzo Madama. Infatti, il partito di Silvio Berlusconi ha confermato nelle liste presentate, parlamentari uscenti come: Michele BoccardiFrancesco Paolo Sisto, Massimo Cassano, Elvira Savino e addirittura Vincenza Labriola, che nelle passate elezioni venne eletta con il M5S. E non è ancora tutto. Forza Italia in Puglia ha candidato persino Domenico Scilipoti. Cosa è accaduto realmente? Cosa ha causato il siluramento improvviso del Senatore molfettese?  Domande che forse rimarranno senza risposta alcuna per gli anni a venire.

A rappresentare Molfetta e i tanti comuni limitrofi, tra le fila di Forza Italia per il Senato, correrà Carmela Minuto. Più volte Consigliere Comunale e poi Assessore e Vicesindaco del Comune di Molfetta, Carmela Minuto non è proprio una novizia della politica e la storia politica con il Senatore Azzollini è abbastanza ricca di matrimoni, divorzi e improvvise riappacificazioni. E’ vero, la storia tra i due è infinita e il “volemose bene” dopo ogni fragorosa rottura era sempre dietro l’angolo. Questa volta però dietro l’angolo c’è solo “La guerra dei Roses”, politicamente parlando, anche perché al Senatore è saltata la ricandidatura data per certa fino a qualche ora prima dalla presentazione delle liste: un danno irreparabile. La riappacificazione, questa volta è impossibile.

E non è ancora tutto. Il nome di Carmela Minuto compare ben due volte nelle liste presentate e depositate: nel collegio uninominale Puglia-02 e nel collegio plurinominale Puglia-03 (Bari-Foggia-Andria). Carmela Minuto viene quindi consacrata come candidata di tutto il centrodestra unito, ma in quota al partito di Forza Italia, nel collegio  “uninominale maggioritario” (in cui è proclamato eletto il candidato più votato) e come candidata, sempre per Forza Italia, nel collegio “plurinominale proporzionale” (dove la proclamazione degli eletti avviene con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste). Una scelta da parte degli organismi regionali del partito di Forza Italia, avallata dai vertici nazionali e, quasi certamente, da Silvio Berlusconi che, sicuramente, deve far riflettere molto. Una scelta che ha “il vago sapore” della delegittimazione politica della segreteria politica del partito molfettese e, de facto, di Azzollini stesso e di tutta la sua corrente politica. Una diversa chiave di lettura politica non c’è.

Una mossa certamente impensabile, quella della netta esclusione del Senatore dalla competizione elettorale. Una scelta imprevedibile quella della doppia candidatura di Carmela Minuto, in quota al partito di Forza Italia, ma ancora esponente, tra l’altro e fino a qualche minuto prima dalla presentazione delle liste, della cosiddetta “quarta gamba”, la lista “Noi con l’Italia”, capitanata da Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa. Un vero e proprio colpo di scena. Con certezza si può dire che non è affatto una manovra improvvisata, anzi.

Imprevedibile anche la candidatura di Loredana Lezoche. È stato lo stesso Michele Emiliano a chiamarla, come lei stessa ha precisato, dopo la rinuncia di Saverio Tammacco che figurava nelle liste pubblicate dal Pd fino a domenica scorsa. Una rinuncia non prevedibile e tra l’altro non ancora motivata politicamente dallo stesso.

La “donna del fare”, come si autodefinisce, Loredana Lezoche è candidata nel collegio uninominale del Senato per il Partito Democratico, partito per il quale l’ex presidente dell’Associazione industriali non è iscritta. Insieme a lei ci sarà Nicola Piergiovanni, attuale Presidente del Consiglio Comunale, che è candidato nel collegio plurinominale della Camera dei Deputati al terzo posto.

Tre invece i molfettesi candidati per Potere al Popolo: Teresa Racanati e Beppe Zanna, rispettivamente al collegio uninominale di Camera e Senato e  Pasquale de Candia, secondo nel collegio plurinominale della Camera.

Una bella partita, già iniziata con incredibili colpi di scena, imprevedibili fino a qualche giorno fa e uno scenario tutto da disegnare e definire, per Molfetta e per tutta la Puglia.

Gustav Fabergé

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