Una nuova partenza per Molfetta: sarà quella buona? |
venerdì 20 ottobre 2017

Una nuova partenza per Molfetta: sarà quella buona?

Occorre guardare avanti e sperare che questa sia “la volta buona”, che questa partenza sia quella giusta. Si può tifare per la città, senza dover necessariamente tifare per chi guida in questo momento la città. È molto più semplice di quanto si pensi.

Molfetta – La bellezza dei colori di un fantastico tramonto sul porto – Ph Leo Piccinni È un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. Henri Cartier-Bresson
Molfetta, Istituto Apicella – Una suggestiva prospettiva di Corrado de Pinto – Page: Magic Realism 

Esiste il pregiudizio, non prendiamoci in giro. Negarlo sarebbe da ipocriti e noi abbiamo deciso di non negare affatto il nostro pregiudizio nei confronti di questa Amministrazione e, sopratutto, di questo Sindaco. Abbiamo però deciso anche di non parlarne e di non cercare di motivarlo, lo mettiamo semplicemente da parte. Perché? La risposta è molto semplice: perché siamo molfettesi, amiamo la nostra città, vogliamo che la storia di questa comunità riprenda velocemente e con determinazione il suo cammino. Verso dove? Anche in questo caso la risposta è semplice: verso il suo progresso, verso la soluzione dei problemi.

Una caratteristica fondamentale delle classi dirigenti del passato di questa città era quella di convergere sui temi fondamentali dello sviluppo della comunità. Alla fine, il progresso, favorito dalla convergenza sostanziale delle principali forze politiche sui temi fondamentali della crescita e dello sviluppo, era il progresso di tutta la comunità.

Amare una città oltre i nostri pregiudizi, significa amarla per davvero, per cui non deve interessare a noi, come cittadini, la persona, le persone che operano in una comunità, che amministrano la città in questo preciso momento storico. L’interesse deve essere rivolto solo alle cose, quelle che possono esser fatte bene o male. L’oggetto e non il soggetto deve occupare in pieno i nostri ragionamenti e le nostre valutazioni. Dobbiamo avere cura di vedere se la città sarà nei prossimi mesi più o meno sporca; se finalmente la manutenzione di strade, marciapiedi, giardini pubblici, viali alberati, ecc. tornerà ad essere ordinaria oppure resterà straordinaria. Sono solo degli esempi, questo è chiaro.

Molfetta, panorama della città vecchia vista dal mare. Uno scenario spettacolare – Ph Maria Cappelluti – Page: Appunti di viaggio di Maria Cappelluti

Migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini è il primo dei compiti di chi amministra la città. Gestire gli imprevisti, così come permettere ai cittadini di esprimere le proprie potenzialità in tutti gli ambiti sono certamente questioni di massima ed urgente importanza per una città come Molfetta.

Lo abbiamo scritto in tempi non sospetti: la prima battaglia da vincere per una nuova amministrazione, da vincere il più presto possibile, è quella dell’ordinaria amministrazione. Una amministrazione già sconfitta nei primi mesi sul campo del buon funzionamento della macchina amministrativa e dei servizi pubblici essenziali, è già un’amministrazione fallimentare.

“Il tirare a campare”, occupando il potere oltre il tempo massimo concesso dalla propria incapacità e incompetenza, può far durare un’amministrazione qualche anno, ma alla fine l’implosione è garantita prima della formale decadenza. E’ storia recente ma, anche in questo caso, è inutile volgere lo sguardo all’indietro, non serve alla città. La dietrologia non deve più condizionare il nostro futuro.

Porto di Molfetta. Il gabbiano in attesa dell’alba. ph Nicola Sciancalepore

Se le cose che un tempo venivano considerate ordinarie torneranno ad essere tali velocemente, vorrà dire già qualcosa. Si potrà sperare sulla soluzione di problemi più complessi immaginando una progettualità che abbia il coraggio di andare oltre le scadenze elettorali e la mera gestione della quotidianità amministrativa riportata ad un livello sufficiente di gradimento da parte dei cittadini. Questo disegno richiede uno sguardo d’insieme e l’integrazione di diversi ambiti; la sua realizzazione passa attraverso la capacità di fare rete, di proporre idee, di raccogliere e mettere a sistema le numerose risorse che il nostro territorio può mettere a disposizione. La produzione di poltrone, il più delle volte è il primo segnale di debolezza di una coalizione. Il risultato della proliferazione di incarichi non potrà che essere la mala gestione di una comunità. La razionalizzazione della macchina amministrativa deve necessariamente marciare di pari passo con l’efficientamento della stessa.

Molfetta, bellissima vista panoramica dal Torrione Passari – Ph Giovanni Squeo

Occorre guardare avanti e sperare che questa sia “la volta buona”, che questa partenza sia quella giusta. Si può tifare per la città, senza dover necessariamente tifare per chi guida in questo momento la città. È molto più semplice di quanto si pensi. Un esempio? Rendendo con un paragone calcistico, tifare Real Madrid non vuol dire stravedere per l’allenatore, per svariatissime ragioni: modo di fare, modo di allenare o semplicissima antipatia. Ma se il Real Madrid si aggiudica un trofeo dietro l’altro, risulta molto difficile non esultare per la propria squadra.

Non guarderemo alle facce, non ci faremo condizionare dalle storie personali che quei volti raccontano, oppure dalle non storie o dalle presunte possibili incompetenze; non ci faremo fuorviare dai nostri pur legittimi pregiudizi. I trascorsi di questi politici che oggi guidano la comunità, sono quello che sono, ma chi tra i politici molfettesi tutti, da destra a sinistra, non ha percorsi politici quanto meno contraddittori?

Nessuno giudichi la storia di nessuno, ma tutti guardino al progresso dell’intera comunità, a quel bene comune che deve realmente e concretamente interessare tutti quanti noi, indistintamente.

Il Rasoio di Occam

Magia di un tramonto. La città vecchia di Molfetta protesa tra cielo e mare. Ph Vito de Iudicibus