Venerdì di Passione a Molfetta: la processione dell'Addolorata

Venerdì di Passione a Molfetta: la processione dell’Addolorata

Dopo la conclusione del Settenario in onore della B.V. Maria SS. Addolorata, venerdì prossimo prenderanno il via i riti della Settimana Santa a Molfetta con la processione del simulacro dell’Addolorata, opera dello scultore molfettese Giulio Cozzoli, portata a spalla dai confratelli dell’Arciconfraternita della Morte.

A Molfetta, la Chiesa del Purgatorio in questi giorni è visitata da tanti fedeli che si recano a pregare davanti alla bellissima immagine di Maria Santissima Addolorata, di Giulio Cozzoli, portata in solenne processione il venerdì che precede la Domenica delle Palme. Ph Leonardo Piccinni
L’estrema bellezza e sofferenza impressa nel volto dell’Addolorata. Ph Leonardo Piccinni

Al venerdì che precede la domenica delle Palme, detto venerdì di passione, si svolge a Molfetta, la processione della Beata Vergine Addolorata. Il rito ha inizio nel pomeriggio, sul sagrato della chiesa del Purgatorio è posto un baldacchino nero sollevato e sulla soglia della chiesa appare la statua dell’Addolorata, contemporaneamente, la banda cittadina, intona “La Sventurata”. La Madonna è vestita di nero e il suo strazio materno è rappresentato da un pugnale conficcato nel petto. Il simulacro è portato in spalla dai confratelli dell’Arciconfraternita della Morte, la processione ha termine verso la mezzanotte.

Al via quindi uno dei momenti più belli e suggestivi dei riti che precedono la Pasqua a Molfetta. Tutti i confratelli, a partire dal priore, attendono questo momento con trepidante attesa e grande devozione. La Sacra Immagine esce dalla Chiesa di S. Maria Consolatrice degli Afflitti, detta del Purgatorio, alle 17 in punto e percorre le strade della città per circa otto ore, fino a mezzanotte inoltrata, quando fa rientro nella stessa chiesa.

Cosi Gerardo De Marco raccontava questa processione nel suo libro “Dalle Ceneri alla Settimana Santa” (2^Edizione del 1987): «Alle ore 17 precise, come vuole la tradizione, compare sulla soglia della chiesa la statua dell’Addolorata e contemporaneamente si diffondono le dolci note della marcia funebre “LO Sventurato” del maestro Vincenzo Valente. Il simulacro della Madonna gira per i vari rioni indugiando lungo le vie della città dove non sono rare le scene di malcelata commozione da parte del popolo. La ritirata si aggira sempre intorno alla mezzanotte, specie se le condizioni atmosferiche sono serene e il cielo più palpitante di stelle. E’ il momento finale di questa processione, densa di devozione, mentre il cuore e l’animo dei presenti, pervasi dai ricordi e dalle accorate note dello “Stabat Mater” rossiniano, si aprono all’ormai sopraggiunta Settimana Santa col suo profondo significato di fede. E’ l’attimo in cui la statua della Madonna viene nuovamente inghiottita dal buio della chiesa donde era uscita…».


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